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Prodi: “Senza limiti la spinta al suicidio del Pd”


“La sRomano Prodipinta al suicidio di questo partito non ha limiti”. Romano Prodi è all’estero ma ha seguito passo dopo passo la polemica per le nomine alle Authority (vedi affaire AGCOM). E il suo è un commento sferzante, riferito ai vertici del Pd, o comunque “a chi ha avallato queste decisioni”.

Parole pesanti che giungono proprio mentre è in corso una delicata direzione del partito democratico in cui tutti i temi del momento sono sul tavolo, dalla Rai alle primarie. La scelta di mercoledì in Parlamento sulle Authority era stata avallata da gran parte del partito. Poche le voci di dissenso come quelle, per citarne alcune di parlamentari vicini allo stesso Prodi, di Arturo Parisi («irresponsabile aver scelto il principio di spartizione») e Sandra Zampa («una delle peggiori pagine della vita del gruppo Pd»). Non è la prima volta in pochi mesi che Prodi interviene duramente su decisioni del Pd. L’ultima occasione è stata quella della legge elettorale.

via Prodi: «Senza limiti la spinta al suicidio del Pd» – Corriere.it.

Bersani? Ci sei! Si, dice proprio a voi! A voi che ora parlate di proposte in 3 punti. Ma non vi sembra di prenderci per il culo un po’ troppo sfacciatamente?

Ora vi mettete a parlare di chiarezza politica, di politica dal basso, di revisione del sistema elettorale, di primarie… Ma non vi fate schifo da soli? Non vi sembra di essere un tantino incoerenti?

Ma se fino a 3 giorni fa inciuciavate nei sottoscala con Alfano e Casini… ma per favore, su! Non offendete la nostra intelligenza!

Non vi sembra il caso di far spazio a persone un tantino più chiare ed oneste?

Nomine, lo strappo di Monti “Su Rai e Agcom decido io” – Ci vogliamo credere?


Mario MontiROMA – Giornata interminabile ieri, con Monti che in serata convoca un vertice per forzare la mano sulle nomine alla Rai e all’Agcom. Tanto alla presidenza della tv di Stato quanto a quella dell’Autorità delle comunicazioni vuole mettere nomi di alto profilo, scelti personalmente.

Una riunione sarà dedicata oggi alle nomine Rai (il Cda della tv di Stato si deve riunire il 13) e alle Authority, in particolare la presidenza dell’Agcom.

Proprio per questo Monti in serata ha convocato a Palazzo Chigi un mini-vertice con gli stessi ministri protagonisti dello scontro sullo sviluppo: Grilli e Passera. Ai quali si è aggiunta il ministro della Giustizia Paola Severino. La partita Rai e Agcom è ora centrale per il premier: la tv pubblica è dalla nascita del suo governo terreno minato nei rapporti con i partiti di maggioranza, mentre la nomina dei commissari dell’Authority di martedì ha fatto piovere critiche sui partiti, accusati di perpetrare la spartizione di un organismo sulla carta indipendente. Per questo Monti sceglierà un tecnico di sua fiducia, come il bocconiano Angelo Cardani. E anche sulla Rai la rosa scelta dal Professore è di alto profilo.

via Nomine, lo strappo di Monti “Su Rai e Agcom decido io” – Repubblica.it.

Allora se sceglie un bocconiano siamo tutti a posto! Ma cosa vuol dire “alto profilo”? Mi chiedo: cosa cambia se la scelta dei presidenti viene tout court dal Parlamento o dal PdC in persona? Mi sembra la stessa cosa. Anzi: pure peggio!

Non sarebbe meglio condividere queste scelte il più possibile, raccogliendo il parere di esperti dei settori investiti e valutando più CV provenienti dal basso, piuttosto che affidarsi alla “estrema competenza” dei bocconiani o agli scambi di poltrone perpetrati dai nostri cari amati parlamentari e segretari di partito?