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Le manifestazioni in Argentina


Manifestazioni in ArgentinaDal Post.it: Le manifestazioni in Argentina | Il Post.
Qualcosa non mi quadra: ma non era l’Argentina sulla strada maestra? Non eravamo noi i coglioni che, invece, non siamo andati in default?

“illo tempore” fui criticato per questo articolo. E ora? Tutti ancora convinti che la strada dell’economia argentina sia in discesa?

Piano con i giudizi affrettati: ok svalutare ma, alla fine, i soldi diventano carta straccia!

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Pensateci bene prima di schierarvi a destra, a sinistra, al centro, sotto o sopra


Urna Elettorale…qui non si tratta di eleggere un Parlamento “Italiano” che si occupi dell’Italia da dentro, facendo gli affari propri o di alcune classi. Un Parlamento di destra o di sinistra, basato solo su ideologie e non su programmi, su concetti “pratici”.

Basta con i deputati che vanno in TV ad urlare, a parlare del sesso degli angeli. Vogliamo sentire parlare di programmi veri, di economia, di lavoro, di scuola, di cultura.

Si tratta di eleggere il Parlamento che dovrà formare un Governo finalmente autorevole e considerato in Europa!

Siamo uno dei paesi fondatori e Monti ci avrà pur fatto il culo a strisce, ma ha il merito indubbio di aver riportato la nazione all’interno dei palazzi europei. In quelli che contano.

Può piacere o non piacere ma, se prima eravamo soli in Europa in balìa di tutti, ora siamo parte di un asse e, se vogliamo, anche la Germania ed il Deutscher Bundestag si adegueranno alle politiche condivise. Si, proprio la Germania che ha già “fatto shopping” tra le nostre imprese e distretti fino quasi a Firenze (vedi Ducati per esempio).

Vogliamo continuare così? Vogliamo tornare ad essere ghettizzati come la Grecia? Oppure vogliamo contare qualcosa e ragionare insieme alla Francia, alla Spagna e, magari, anche con la Gran Bretagna?

Questa cosa nel passato è stata ben compresa da Ciampi, Prodi e, da ultimo, Monti. Vogliamo abbandonarci dunque a derive populiste? Ai deliri berlusconiani?

Pensateci bene quando sarete soli nell’urna e, solo dopo, votate chi volete.

Ad Maiora.

Si può ridurre la spesa pubblica se da essa deriva il 50% del PIL?


Gian Maria Gros Pietro

L’economista Gian Maria Gros Pietro

Molto interessante lo spunto dato dall’economista Gianmaria Gros Pietro durante l’intervista con Sebastiano Barisoni su Radio24:

Intervista Gros Pietro – Radio24 (mp3)

come faranno i prossimi governanti italiani a risanare i conti se quasi il 50% del PIL italiano è fatto dalla spesa pubblica stessa?

Come a dire: vinceranno sempre le elezioni coloro che comunque permetteranno il perdurare, se non il crescere, della spesa dello Stato?

Per anni questa è stata la tendenza di tutti i governi che si sono succeduti alla guida del Paese. Effettivamente poi gli ultimi governi di destra hanno sfruttato ancora di più questa leva per acquistare consenso, quindi la spesa è aumentata a dismisura.

Cosa ci aspetta per i prossimi anni? Un’ottimizzazione? Taglio degli sprechi e dei privilegi? Ancora tagli? E quali saranno i settori maggiormente colpiti?

Monti: “Berlusconi fu umiliato a Cannes Al G20 volevano toglierci sovranità”


Mario Monti

Silvio Berlusconi fu sottoposto a una “pressione prossima all’umiliazione”.

Perché al G20 di Cannes dell’anno scorso ci fu “un tentativo di far cedere all’Italia parte della sua sovranita”. Parola di Mario Monti. Parlando all’assemble dell’Abi, il premier ricorda la situazione “sgradevolissima” che si era creata a Cannes: “Tutte le testimonianze – dice Monti – mi dicono che Berlusconi è stato sottoposto a una pressione sgradevolissima, per lui e il Paese, prossima all’umiliazione che sostanzialmente, nell’intenzione dei prementi, avrebbe portato l’Italia a cedere buona parte della sua sovranità e discrezionalità”.

Ma le cose, da quel “tentativo di messa in protezione”, sono cambiate e Monti mette a confronto la situazione di Cannes e quella di Los Cabos, dove il governo italiano ha avuto un ruolo nella soluzione della crisi dell’eurozona. Un cambio di clima. Che per il premier è il primo risultato del suo governo, ottenuto “più rapidamente di quanto io prevedessi”.

via Monti: “Berlusconi fu umiliato a Cannes Al G20 volevano toglierci sovranità” – Repubblica.it.

Mah… a me questo sembra un assist bell’e buono servito a Berlusconi in vista della sua prossima ricandidatura per le elezioni del 2013, non credete? Dopo tutti i danni che ha fatto, e che continua a fare, ci mancava anche la legittimazione del suo operato e la condanna implicita del comportamento dei leader di Francia e Germania(anche loro ne hanno da farsi perdonare, eh!) tenuto verso il comico di Arcore.

Ma Monti ci crede gonzi? Forse comincio a pensare che buona parte della popolazione lo sia davvero…

L’Argentina è di nuovo vicina al default?


Cristina Kirchner“Il Financial Times ha scritto che da venerdì scorso è entrato in vigore un provvedimento del governo argentino che vieta agli abitanti di convertire i loro pesos in dollari. Comprare dollari è uno dei pochi modi che hanno gli argentini per proteggersi dall’inflazione (oltre che per viaggiare all’estero, importare prodotti e fare molte altre cose). Si tratta dell’ultima di una serie di decisioni del governo (un mix di misure di protezionismo e politiche monetarie poco ortodosse) che hanno lasciato scettici economisti e analisti finanziari, e hanno fatto nascere il timore che l’Argentina sia nuovamente vicina a fare bancarotta.

L’Argentina si è già trovata nella situazione di non poter far fronte ai pagamenti degli interessi sul debito. È accaduto l’ultima volta negli ultimi giorni del 2001 (Piercamillo Falasca ha spiegato l’evento e le sue conseguenze su Epistemes.org). Da allora l’economia argentina è riuscita a crescere, anche se non ha mai raggiunto i livelli pre-default. Per la presidenta Cristina Kirchner l’obbiettivo del 2012 è di raggiungere una crescita del PIL pari al 4,5-7,5% (la stima mssima del Fondo monetario internazionale è del 4,2%). Per ottenere questo risultato, Kirchner ha aumentato la spesa pubblica, tanto che nel 2012, probabilmente, il bilancio si chiuderà con il primo deficit primario (cioè le spese dello stato supereranno le entrate, prima ancora che vengano conteggiate le spese per interessi sul debito) dopo anni.”

Il resto dell’articolo, molto molto interessante, si trova qui: L’Argentina è di nuovo vicina al default? | Il Post.

A volte ritornano…


Quanto ha ragione Tito Boeri… Gli Italiani non se ne rendono conto e continuano a seguire i rappresentanti in Parlamento (che rappresentano però solo gli interessi propri)…

Triskel182

A volte ritornano, a volte non se ne sono mai andati. E’ in corso una gigantesca manipolazione di massa. I partiti che hanno portato il Paese in bancarotta vengono lentamente sostituiti nel pensiero collettivo da un curatore fallimentare. Rigor Montis, lui solo, è diventato il responsabile dell’impoverimento della nazione, della chiusura di ospedali e tribunali di giustizia, di una tassazione folle, degli imprenditori suicidi, dell’IMU, del fallimento delle piccole e media imprese, dell’inflazione che divora i redditi, degli esodati, della disoccupazione, dell’emigrazione delle nuove generazioni ridotte come i loro bisnonni a cercare lavoro in ogni landa della Terra. Allora con una valigia di cartone, oggi con la Samsonite del papà. Questo sfascio non riguarda più chi lo ha causato, i pdiellini e i pdmenoellini. Anzi, i responsabili, i Casini, gli Alfano, i Veltroni, i D’Alema, i Bersani pontificano sulle misure da prendere, fanno osservazioni a Monti, tirano…

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Tv, Europa condanna Italia a pagare 10 milioni di euro all’emittente Europa 7


Logo Italia7MILANO – La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per non avere concesso per 10 anni le frequenze all’emittente televisiva Europa 7 di Francescantonio Di Stefano. La Corte ha riconosciuto all’imprenditore 10 milioni di euro per danni materiali e morali contro una richiesta di due miliardi di euro

CHIESTI DUE MILIARDI – Con la sentenza i giudici hanno stabilito che nel negare le frequenze a Europa 7 le autorità italiane hanno violato il diritto alla protezione della proprietà privata e quindi causato un danno economico all’emittente. Il proprietario di Europa 7, Francescantonio Di Stefano aveva chiesto più di due miliardi di euro, ma durante l’udienza pubblica che ha avuto luogo lo scorso ottobre i difensori dello Stato italiano hanno sottolineato che Di Stefano è stato già risarcito nel 2009, quando il Consiglio di Stato gli ha riconosciuto una compensazione di un milione di euro. Oltre alla questione strettamente economica, i giudici dovranno stabilire tra l’altro se le scelte del governo siano state dovute a reali impedimenti tecnici, oppure, come sostenuto da Di Stefano, da motivazioni politiche.

via Tv, Europa condanna Italia a pagare 10 milioni di euro all’emittente Europa 7 – Corriere.it.

Ma vi sembra corretto che lo Stato, quindi NOI CONTRIBUENTI si debba pagare per 10 anni di occupazione abusiva di frequenze PUBBLICHE da parte delle aziende del Presidente del Consiglio allora in carica?

Se fossi in Monti promuoverei IMMEDIATAMENTE la richiesta di un’azione risarcitoria contro Mediaset e mi metterei a lavorare su un provvedimento serio che argini finalmente il conflitto di interessi. Questi provvedimenti già da soli dovrebbero migliorare strutturalmente la pluralità dell’informazione in Italia ed arginerebbero in parte anche il danno inflitto dal Parlamento a noi cittadini nei giorni scorsi con l’elezione dei commissari dell’AGCOM (vedi mio articolo di ieri).

Il bello è che tutto questo non è nemmeno lontanamente nell’agenda del Governo!

La strana storia dei commissari AGCOM e delle scimmie di mare


Scimmie di mareLo ammetto, ho barato! Ho volutamente usato un titolo d’effetto, anche perché non vedo cosa possano entrarci le scimmie di mare nell’affaire AGCOM.

Solo stamattina mi è balzato alla mente il ricordo delle improbabili inserzioni pubblicitarie che si trovavano sull’Intrepido e Lancio Story…

Bando alle ciance, ritorniamo al nocciolo del titolo: le nomine dei commissari dell’AGCOM, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Già il nome di questo organismo la dice lunga sulla sua importanza. Si, avete capito bene: questi signori dovrebbero occuparsi dei media italiani, della loro distribuzione, della loro propriertà, della loro imparzialità, di evidenti conflitti di interessi, dell’accesso alla rete e di altre cose “lievissimamente” importanti per l’UdS (Uomo della strada ndr): “L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) è un’autorità italiana di garanzia, alla quale è affidato il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare il pluralismo e le libertà fondamentali dei cittadini nel settore delle comunicazioni e radiotelevisivo”.

Proprio l’altro ieri si è assistito ad un altro scivolone del parlamento e di tutti i partiti maggiori sulla nomine dei commissari di questo organismo: a tutti è stato fatto credere che sarebbero state fatte sulla base della scelta condivisa di candidati con un determinato CV ed con esperienza comprovata nel mondo delle comunicazioni (“I componenti di ciascuna Autorità sono scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza nel settore“) e che i CV sarebbero stati resi pubblici, così come i criteri di scelta.

Devo essere sincero, ci ho creduto anch’io!

Il giorno precedente la nomina  cosa è successo? Non ci crederete: arriva notizia dell’accordo sotterraneo -mica poi tanto- tra Bersani e Casini sul nome di Francesco Posteraro, navigato, stimabile ed esperto funzionario parlamentare, oggi vicesegretario della Camera, senza nessuna competenza specifica attinente al ruolo di commissario AGCOM e a quei settori. Oltretutto tra i curricula presentati dai candidati fino a oggi quello di Posteraro non c’è, a conferma che la sua candidatura è stata solo motivata da motivi politici ( il curriculum di Posteraro è stato poi presentato prima della scadenza).

E non basta! Tutti i commissari sono stati designati con il caro vecchio metodo della lottizzazione:

Francesco Posteraro (candidato concesso al Terzo Polo dal segretario Pier Luigi Bersani)

Maurizio Dècina (PD)

Antonio Martusciello (già manager di Pubblitalia e co-fondatore di Forza Italia)

Antonio Preto (ex-capo gabinetto di Antonio Taiani a Bruxelles)

Insomma: PdL, PD, UDC si sono spartiti tutte le nomine, con prevalenza di eletti del PdL. GATTOPARDESCO non credete?

Quali saranno le conseguenze di tutto questo? Assolutamente nulle! Tutto rimarrà come prima: Berlusconi continuerà indisturbato a fare il comodo suo e delle sue aziende, il PD continuerà nell’opera di lottizzazione della RAI, l’UDC cercherà di sgomitare per farsi spazio (come se già non ne avesse abbastanza).

E noi? E noi niente! Noi continueremo a finanziare indirettamente Mediaset, a non avere un servizio pubblico decente come corollario, e ci potremo scordare lo sviluppo delle reti.

Non vi basta per incazzarvi ancora un po’ con i nostri rappresentanti in parlamento? Certo loro sono più furbi di noi. Sanno benissimo che le elezioni si vincono con le tribune politiche, con i “Porta a Porta” (a proposito: è stata nominata anche la moglie di Vespa al Garante per la protezione dei dati personali!) e mantenendo l’UdS in una condizione di ignoranza perpetua. Sanno benissimo che siamo pigri, non abbiamo voglia di spremerci le meningi: meglio la verità servita tra la Vita in Diretta, Porta a Porta, Verissimo, e un piatto di spaghetti alla carbonara…

Pensate cosa saranno capaci di fare con la RAI!!!

Se avete voglia di informarvi un po’ di più sul tema fatevi un giro su questi link:

http://www.ilpost.it/2012/05/30/nomine-agcom-quintarelli/

http://www.ilpost.it/2012/06/05/agcom-posteraro/

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10201

http://www.ilpost.it/massimomantellini/2012/06/06/agcom-non-si-vergognano-abbastanza/

http://www.wittgenstein.it/2012/06/06/nomine-agcom-2/

Mario Draghi aiuta le banche dell’area Euro. Ma le banche vorranno aiutarCI o aiutarSI?


Misure Euro

La Banca centrale europea ha erogato 489,19 miliardi di euro

Come da oggetto, la BCE nella giornata di ieri ha erogato 489,19 miliardi di euro nel suo primo rifinanziamento a scadenza 3 anni, a favore delle banche commerciali che operano nell’area euro.

Per descrivere l’operazione riprendo un articolo uscito oggi, 22/12/2011, sul Sole 24 Ore:

Si tratta della prima di queste nuove operazioni di durata insualmente prolungata, decise a inizio dicembre dall’istituzione di Francoforte su liquidità supplementari a condizioni agevolate a favore degli istituti di credito. L’ammontare comunicato ha oltrepassato le attese medie, che fino a ieri sera si aggiravano tra 250 e 300 miliardi di euro anche se i margini erano molto ampi tra gli analisti. Soprattutto queste manovre della Bce hanno riportato fiducia sui mercati in quanto si è creata l’attesa che almeno in parte le banche possano utilizzare questi fondi a bassi costi – i tassi sono prefissati all’1 per cento – per acquistare titoli di Stato dei paesi dell’area euro, lucrando sul differenziale dei rendimenti. La Bce ha puntualizzato di aver ricevuto richieste di rifinanziamenti da 523 banche. Successivamente alla pubblicazione dei dati le Borse hanno registrato accelerazioni sui precedenti rialzi, mentre l’euro è schizzato a 1,3172 dollari. La richiesta delle banche italiane all’asta Bce di oggi supera i 110 miliardi, secondo fonti di mercato consultate da Radiocor. All’ammontare di 40,4 miliardi di euro resi noti in mattinata per le richieste di quotazione sul mercato MoT sono da aggiungere, infatti, le richieste di quotazione di titoli su altre piazze internazionali. Da un avviso pubblico di Borsa Italiana, infatti, era emerso che quattordici banche italiane, compresi i big Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno quotato 40,44 miliardi di bond con garanzia statale. La notizia è strettamente legata all’asta dell’Eurotower perché questi titoli possono essere utilizzati come collaterali (cioè come garanzia per ottenere i fondi). I documenti di Borsa Italiana mostra come l’ammontare più alto sia quello di Intesa Sanpaolo, con 12 miliardi, seguita dal Monte dei Paschi (10 miliardi) e Unicredit (7,5).

Ora, dov’è la particolarità di questa operazione?

E’ presto detto: la BCE ha prestato alle banche soldi con un tasso di interesse dell’1% pretendendo in cambio come garanzie solo dei  collaterali di pari importo del prestito richiesto, quindi titoli di stato, bond spazzatura, etc.

Quindi le nostre banche ora possono rifiatare. Ma è gusto che abbiamo sollievo loro o la nostra economia reale?

Mi spiego meglio. Con questi soldi le banche hanno 2 scelte principali:

  1. Prendere i soldi a prestito all’1% e reinvestirli in titoli ad alto rischio con cedole e interesse alto (BTP, BOT, Bonos, Etc.); con questa modalità, senza fare niente, si troverebbero a scadenza con un guadagno NETTO di almeno il 5% senza essersi per nulla sforzate, ma continuando ad assumersi un rischio finanziario che è attualmente già fuori controllo e che ha portato alla loro scarsa patrimonializzazione. Questa operazione però porterebbe anche un’innegabile vantaggio: il rifinanziamento del nostro debito pubblico con conseguente riduzione dello spread tra BTP e Bund, ed il Governo sarebbe in un certo qual modo contento.
  2. Prendere i soldi all’1% di interesse ed investirli sull’economia reale, sul territorio, per le famiglie e le PMI, per evitare il credit crunch che viene giornalmente evocato come spauracchio dell’economia italiana; potrebbero dunque riprendere a concedere mutui, credito alle imprese, etc. a tassi magari alti ma sostenibili; potrebbero ridar fiato al PIL ed evitare in parte questa fase recessiva impellente. Anche in questo caso il governo dovrebbe essere contento perché potrebbe riportare entro valori accettabili il rapporto Debito/PIL.

Secondo voi, cosa faranno i nostri beneamati banchieri (secondo me il problema non sono le banche ma i banchieri)? Saranno in qualche modo controllati dalla Banca d’Italia? Sarà permesso loro di continuare a lucrare indisturbati con un rischio elevatissimo per il Paese? Potranno continuare ad attribuirsi premi faraonici mentre la nostra economia arranca pericolosamente?

Voi cosa ne pensate?

Siamo davvero al baratro?


Prima pagina sole 24 ore 10/11/2011

Prima pagina de il sole 24 ore del 10/11/2011

Ma siamo davvero al baratro, come già ieri la Marcegaglia ha dichiarato pubblicamente?

Da persona comune, quale sono, io credo di si. Basta poco per capire che l’appello contenuto nella prima pagina del Sole 24ore di oggi è quantomeno assennato!

Guardando ai numeri sbandierati dal giornale di Confindustria, infatti, balza subito agli occhi la gravità della situazione in cui ci troviamo: lo spread del nostro italico BTP vs. il Bund tedesco è ormai arrivato a 525 punti, ai livelli del default greco quindi.

Cosa vuol dire questo in soldoni?

Vuol dire che lo Stato deve pagare un interesse decennale sui BTP del 7,25%, circa il 5,52% in più di quanto pagano i tedeschi di interesse sul loro Bund. Ma siamo sicuri che, “sic rebus stantibus”, il PIL prodotto basti a pagare il rimborso del debito contratto più gli interessi così elevati? Ebbene, gli investitori credono di no, infatti le aste dei BTP, CCT e BOT sono andate praticamente deserte; solo la BCE sta comprando il nostro debito.

E se la BCE e quei 4 investitori sprovveduti smettessero di comprare i nosti titoli? In concreto cosa succederebbe?

Succederebbe che andremmo in default, l’italica BANCAROTTA.

Quindi niente più accesso al credito finché il debito già contratto non venisse ristrutturato ad un tasso minore accettabile e liquidato. Questo significa: niente più spese per il welfare, dipendenti pubblici a casa, pensioni decurtate, stipendi non pagati, fallimento delle banche, fallimento delle imprese per mancato credito, deprezzamento della moneta, inflazione crescente.

Ok. Ora sappiamo cosa ci sta per succedere se non corriamo ai ripari. Ma cosa cavolo dobbiamo fare per correre ai ripari, dico io?

Berlusconi ha già detto che tra sabato e lunedì tornerà al suo lavoro e dai suoi nipotini (faccio onestamente fatica a crederci) ma, nonostante questo, i mercati hanno continuato a ballare sui nostri testicoli.

Dobbiamo approvare allora le famigerate misure anti-crisi. Ma se queste misure le ha studiate il governo Berlusconi che, come sappiamo, non gode dell’amore dei mercati e delle istituzioni finanziarie europee, siamo poi sicuri che verranno accolte con favore da chi specula sul nostro debito? Oppure il tasso di interesse sui titoli italiani continuerà a correre?

Sarebbe allora meglio che le misure di austerity venissero valutate da un governo tecnico di unità nazionale? Ma il Parlamento le approverebbe in tempi certi senza resistenze? Già la Lega e altri parlamentari hanno chiaramente detto che non lo farebbero.

Cosa ci rimane dunque? Sperare in nuove elezioni? Io credo che sia ormai troppo tardi per considerare questa un’ipotesi valida. Il tempo è ormai scaduto e non ci possiamo certo permettere una lunga e “sanguinosa” campagna elettorale.

Nessuno credo sia in grado di dare una risposta a questi interrogativi: Napolitano, Berlusconi, Tremonti, Monti, Sarkozy, Merkel, Obama, etc. Anche perché, da quello che leggo tutti i giorni, ognuno dice la sua e rimane convinto della propria idea.

Spero solo che a qualcuno venga l’idea giusta e che ci trascini verso lidi più sicuri, magari non “consumando” troppo i nostri risparmi.

Voi che ne dite?