Un blog molto personale…

proviamo a capire qualcosa di più!

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Pensateci bene prima di schierarvi a destra, a sinistra, al centro, sotto o sopra


Urna Elettorale…qui non si tratta di eleggere un Parlamento “Italiano” che si occupi dell’Italia da dentro, facendo gli affari propri o di alcune classi. Un Parlamento di destra o di sinistra, basato solo su ideologie e non su programmi, su concetti “pratici”.

Basta con i deputati che vanno in TV ad urlare, a parlare del sesso degli angeli. Vogliamo sentire parlare di programmi veri, di economia, di lavoro, di scuola, di cultura.

Si tratta di eleggere il Parlamento che dovrà formare un Governo finalmente autorevole e considerato in Europa!

Siamo uno dei paesi fondatori e Monti ci avrà pur fatto il culo a strisce, ma ha il merito indubbio di aver riportato la nazione all’interno dei palazzi europei. In quelli che contano.

Può piacere o non piacere ma, se prima eravamo soli in Europa in balìa di tutti, ora siamo parte di un asse e, se vogliamo, anche la Germania ed il Deutscher Bundestag si adegueranno alle politiche condivise. Si, proprio la Germania che ha già “fatto shopping” tra le nostre imprese e distretti fino quasi a Firenze (vedi Ducati per esempio).

Vogliamo continuare così? Vogliamo tornare ad essere ghettizzati come la Grecia? Oppure vogliamo contare qualcosa e ragionare insieme alla Francia, alla Spagna e, magari, anche con la Gran Bretagna?

Questa cosa nel passato è stata ben compresa da Ciampi, Prodi e, da ultimo, Monti. Vogliamo abbandonarci dunque a derive populiste? Ai deliri berlusconiani?

Pensateci bene quando sarete soli nell’urna e, solo dopo, votate chi volete.

Ad Maiora.

Ma voi, per caso, avete capito dove andrà a parare il PD?


Bersani Sveglia!Come da titolo, io non ho capito che cosa sta facendo, cosa intende fare, cosa farà il PD?
A parte il supporto incondizionato a Monti, che nella situazione contingente particolarmente complessa ci può stare e ci sta, non capisco dove vogliono andare a Parare i suoi dirigenti.
Non capisco cosa vogliono fare della legge elettorale, fin dove si spingeranno i compromessi con UDC e PDL; se si voglia abbandonare il maggioritario o rafforzarlo; se il PD vuole tornare indietro di decenni e ritornare al proporzionale, condannando il paese ad altri decenni di ingovernabilità o, nella migliore delle ipotesi, di governicchi.
Non ho mai sentito Bersani battezzare ufficialmente una linea di politica economica degna di questo nome, anzi: ognuno dice la sua all’interno del partito.
Non ho ancora capito se si faranno le primarie e quando (Rosy Bindi -ouch!- dichiara che non si faranno e, se si faranno, non ci saranno due candidati del PD).
Peraltro, quando Bersani dice che “si tiene Vendola” e boccia Casini, sono un po’ perplesso:

  1. Sono ancora scottato dallo scherzetto (vedi parodia di Guzzanti) di Bertinotti a Prodi & Co.;
  2. Per le nomine dell’AGCOM mi sembra che gli accordi con il tanto vituperato Casini siano stati presi ( vedi “affaire” Posteraro).

Perché mi preoccupo così tanto del PD? Non certo perché io voglia attaccarlo incondizionatamente.
Semplicemente sento di essere “progressista” ed i mio partito di riferimento dovrebbe essere il PD tour court. Ma mi cadono davvero le braccia quando vedo un partito che non sembra di sinistra moderata, bensì una becera riedizione della DC che, per sfondare e governare, si attacca al solito estremismo o, nella peggiore delle ipotesi, agli eredi della DC stessa!

Insomma, Bersani: “che dovemo da fa’”? “Se la damo ‘na bella svejata”? Diciamo qualcosa di sensato e definitivo?

La cosa mi sembra quantomeno opportuna e urgente.

Mastella: “voglio dire a tutti che se mi sarete da canto riprendo il mio percorso politico”


Clemente Mastella su FB

Che Dio ce ne scampi e liberi!

Ci mancava anche Mastella. Dopo le banche, il default, la riforma del lavoro, Monti, la Fornero sentivamo la mancanza di un politico vecchio stampo, voltagabbana e inciucione (vedi caso arpac).

Purtroppo, e dico purtroppo, Mastella conserva ancora la poltrona di europarlamentare (e quando si scolla) quindi ha poco da riprendere per quanto mi riguarda.

Andiamo al sodo: il suo post ha “scatenato” ben 40 commenti, come dire che del suo ritorno in politica non frega niente a nessuno. Per altro molti dei commenti sono totalmente negativi e vi invito a leggerli per vostro divertimento.

Il “Ceppaloniano” afferma: “è bastato un mio accenno al modo di far politica di questi tempi per scatenare un putiferio da parte di alcuni soliti cattivi interpreti delle mie vicende politiche; finanche la manipolazione delle risposte a questo mio presunto ritorno, dove al 90% di positivi ci sono pochissimi che esprimono un rancoroso disagio morale, vengono riportate, su repubblica.it, solo quelle negative come se fossero in eccedenza…ripeto che “da canto” si puo’ dire (come “angolo” dal greco, khantos) nel senso di essere pietra angolare con me, nelle cose che faccio e che faro’. Ricordo da ultimo che in politica ci sto e fino a fine mandato saro’ parlamentare europeo….curiosa questa curiosità nei miei riguardi….”

Mi sembra una risposta totalmente scema: “ho detto che sarei sceso di nuovo in politica ed ho scatenato un piccolo putiferio. Molti sono i detrattori ma sono pochi (non è vero). Comunque il problema è il vostro perché in politica io ancora ci sono”.

Inoltre, per legittimare la sua capacità di amministratore della cosa pubblica, si attacca anche agli articoli di Travaglio:

Aridatece Mastella - Marco Travaglio

Articolo postato sul profilo Facebook di Clemente Mastella

Ma allora Mastella che ca**o vuoi dalla nostra vita?

Non ti basta il casino che hai fatto nelle precedenti legislature? Non ti basta esser stato tacciato di essere un voltagabbana come i leghisti?

Non ti basta aver passato il tempo dei tuoi mandati ad arraffare quanto più possibile? Vedi: Clemente Mastella su Wikipedia e Inchiesta Why Not.

Oltretutto sei ancora sotto giudizio con tua moglie nel caso ARPAC per truffa, appropriazione indebita e abuso d’ufficio. Non ti basta?

Speriamo in una nuova legge elettorale che ci tolga definitivamente dalle scatole tutti i Mastella d’Italia!

Ecco perché il Pd non è un partito di sinistra


Bersani e Di PietroIn Italia esistono tre destre: la destra di Berlusconi, che si traduce nel fare gli interessi di Berlusconi; la destra dei tecnocrati, che si traduce nel fare gli interessi di chi ha di più; e poi il Pd, che si traduce nel fare gli interessi di chi ha di più. Cosa cambia fra tecnocrati e Pd? Che i tecnocrati lo fanno con naturalezza, nel Pd lo si fa con lo zelo tipico di chi vuole emendarsi dalle colpe passate. In questo caso, aver militato in un partito denominato “comunista”. Il dirigente piddino ha perduto (volutamente, pervicacemente) ogni legame col proprio passato alla fondazione del Pd stesso. Con la scusa di disfarsi dei vecchi simboli – ricordate?, tutto quell’armamentario fatto di bandiere rosse, feste dell’Unità, la dizione “di sinistra”, le sezioni trasformate in circoli e così via – ha consentito a se stesso di fare il salto di qualità: abiura totale in cambio del fedele servizio alla Causa. Cioè levarsi dai coglioni il mondo del lavoro per sposare il mondo dei datori di lavoro. Scusate se è poco.

In ogni spunto e riflessione, il rappresentante medio del Pd (pochissime eccezioni, ma un nome va fatto: Enrico Rossi) riesce a esprimere – e spesso realizzare – posizioni chiaramente “moderate”. Ma furbescamente ammanta tutto ciò con la parolina magica: “riformismo”. Tradotto, lo smantellamento dello Stato sociale. Però graduale. Spacciando per una cosa di sinistra – appunto – la gradualità in questa rincorsa verso un destino considerato ineluttabile. Vedi l’avvincente storia della riforma Fornero (articolo 18).

Si fa un gran parlare di coalizioni, alleanze, liste civiche. Sui programmi, silenzio totale. Siccome destra e sinistra esistono eccome, anche se Beppe Grillo dice di no, un elettore medio di sinistra (non il comandante Marcos) a un eventuale governo progressista chiederebbe: abolirete la legge Biagi? Farete tornare l’articolo 18 così com’era? Inchioderete i Marchionne di questo Paese alle proprie responsabilità? Metterete una patrimoniale vera? Riporterete a casa le truppe in Afghanistan e in Iraq? Garantirete a due persone dello stesso sesso la possibilità di sposarsi? Il testamento biologico sarà finalmente legge?

Chi conosce minimamente il Pd, così com’è composto e guidato oggi, sa che la risposta a queste sette semplicissime domande è “no”. Ecco perché il Pd non è di sinistra. Ed ecco perché continuare a sperare in un ravvedimento di chi lo guida è tempo perso. (Ps: nel Pd una cosa bella c’è. Sono gran parte dei suoi militanti e simpatizzanti, che invece direbbero dei convinti “sì” a quelle sette – banalissime – richieste).

Matteo Pucciarelli

via Pucciarelli: ecco perché il Pd non è un partito di sinistra | AgsCosmoWeb.

Ottimo articolo di Pucciarelli. Io la penso esattamente allo stesso modo:

Nella frase “levarsi dai coglioni il mondo del lavoro per sposare il mondo dei datori di lavoro” ha detto praticamente tutto. Il passaggio è esiziale e mi sembra che il PD sia arrivato al punto di non ritorno; secondo me è ormai “irrifondabile”.

Sarà possibile trovare spazio in Parlamento per una nuova proposta, un nuovo soggetto politico che sappia veramente incarnare i temi e le proposte della sinistra moderata che, de facto, non esiste più?

Se si: quando?

Prodi: “Senza limiti la spinta al suicidio del Pd”


“La sRomano Prodipinta al suicidio di questo partito non ha limiti”. Romano Prodi è all’estero ma ha seguito passo dopo passo la polemica per le nomine alle Authority (vedi affaire AGCOM). E il suo è un commento sferzante, riferito ai vertici del Pd, o comunque “a chi ha avallato queste decisioni”.

Parole pesanti che giungono proprio mentre è in corso una delicata direzione del partito democratico in cui tutti i temi del momento sono sul tavolo, dalla Rai alle primarie. La scelta di mercoledì in Parlamento sulle Authority era stata avallata da gran parte del partito. Poche le voci di dissenso come quelle, per citarne alcune di parlamentari vicini allo stesso Prodi, di Arturo Parisi («irresponsabile aver scelto il principio di spartizione») e Sandra Zampa («una delle peggiori pagine della vita del gruppo Pd»). Non è la prima volta in pochi mesi che Prodi interviene duramente su decisioni del Pd. L’ultima occasione è stata quella della legge elettorale.

via Prodi: «Senza limiti la spinta al suicidio del Pd» – Corriere.it.

Bersani? Ci sei! Si, dice proprio a voi! A voi che ora parlate di proposte in 3 punti. Ma non vi sembra di prenderci per il culo un po’ troppo sfacciatamente?

Ora vi mettete a parlare di chiarezza politica, di politica dal basso, di revisione del sistema elettorale, di primarie… Ma non vi fate schifo da soli? Non vi sembra di essere un tantino incoerenti?

Ma se fino a 3 giorni fa inciuciavate nei sottoscala con Alfano e Casini… ma per favore, su! Non offendete la nostra intelligenza!

Non vi sembra il caso di far spazio a persone un tantino più chiare ed oneste?