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proviamo a capire qualcosa di più!

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Scegli Enel Energia e fai il pieno con con TotalErg: 50 Euro di sconto carburante


promo totalergCambia fornitore di energia (corrente elettrica) o gas e scegli  le offerte di Enel Energia (escluse le offerte E-light) entro il 30 settembre 2013 ed avrai in omaggio un codice valido per ottenere 50,00 € di sconto carburante sui rifornimenti con carta TotalErg Più – Erg Più.

La promozione è dedicata solo ed esclusivamente ai clienti che sottoscrivono un nuovo contratto.

Il Codice dovrà  essere presentato presso un punto vendita aderente al programma TotalErg Più unitamente alla Carta TotalErg Più – ERG Più, per ottenere lo sconto carburante (entro e non oltre il 30 giugno 2014). A seguito della lettura del codice a barre presente sul Coupon o dell’inserimento manuale sul POS del codice di 16 cifre, valido come sconto, sarà accreditato 50,00€ di sconto nel Box Più della carta. Il Cliente potrà decidere se utilizzare lo sconto contestualmente al rifornimento o accumularlo nel Box Più.
Lo sconto non è convertibile in denaro o in altre forme di premio.
Coloro che non sono ancora titolari di una carta fedeltà TotalErg Più o ERG Più e che vorranno partecipare alla promozione dovranno richiedere gratuitamente la carta TotalErg Più  presso un punto vendita aderente al Programma Fedeltà TotalErg Più, oppure attivare la carta digitale scaricando l’APP TotalErg disponibili sui principali Store (App Store, Google Play, Windows Phone Marketplace, OVI Store).
Condizioni di accumulo e spendibilità degli sconti, Regolamento TotalErg Più e Punti Vendita aderenti su www.totalerg.it.

Per maggiori informazioni puoi consultare qui il  Regolamento dell’iniziativa.

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Personalissima analisi della campagna elettorale


schieramenti politiche 2013

Che campagna elettorale di merda stiamo “subendo” in questo periodo?

Tutti i programmi letti in questi 2 mesi parlano di: fare questo, fare quell’altro, pagare di meno, spendere di più per questo e quello.

Ma gli italiani lo sanno a quanto ammonta il nostro debito? Lo sanno che forse si renderà necessaria un’altra manovra per pagarne gli interessi? Lo sanno che a luglio aumenterà l’IVA di un altro punto percentuale, come già programmato? Evidentemente no.

E invece stiamo qui a parlare di riduzione dell’IRAP, di abolizione dell’IMU sulla prima casa.

Ma dove li dovrebbe prendere i soldi lo Stato? Dalla riduzione dei parlamentari? ma per favore!

Quanto ci piace farci prendere per il culo! Guardate bene tra le pieghe di quello che leggete, fatelo per voi.

Quando qualcuno vi dice che farà qualcosa a titolo oneroso chiedetegli anche dove troverà le risorse per farlo!

Lo sapete che il programma del PDL, per esempio, costa qualcosa come 60 miliardi di Euro? Quello del PD circa 12 miliardi e quello di Monti circa 30 miliardi? No? MALE!

 Quello di Grillo nemmeno lo prendo in considerazione perché a livello di politica economica sembra solo una lista di belle intenzioni e non dice un cazzo di pratico.

Se volete continuare a vivere in un paese con una speranza futura, preoccupatevi di votare chi vi dirà che non ridurrà subito le tasse, scemi di guerra!

Votate chi vi dirà che, piuttosto, nel medio termine farà le grandi riforme a costo zero che frenano l’economia reale ed il lavoro:

  • riforma della giustizia;
  • riforma dell’apparato burocratico;
  • separazione delle banche di affari dalle banche commerciali;
  • riduzione del debito.

Qualcuno ne parla? Mi sa di no…

Ebbene queste sono le riforme che frenano gli investimenti, che frenano la ripartenza dell’economia, l’export (nostra unica salvezza visto che la domanda interna è e sarà a livelli da seconda guerra mondiale ancora per molto) e la creazione di posti di lavoro.

Svegliatevi vecchi sonnecchiatori che guardate questi politici in TV e nelle piazze!  

SPEGNETE LA TV E NON IL CERVELLO!

Grillo e i metalmeccanici: 9 domande al Movimento 5 Stelle


Beppe GrilloNon so. Non ce l’ho con il M5S. Ma a me sembra che Grillo e i suoi stiano parlando solo del sesso degli angeli: bello parlare di banda larga di politica “diffusa”, di rete, di felicità , di canone rai. Alla fine non ho mai sentito esprimere qualcosa di concreto sui temi scottanti di oggi: economia, politica economica, lavoro. Forse mi sono perso qualcosa?
Read the Article at HuffingtonPost

Ecco perché il Pd non è un partito di sinistra


Bersani e Di PietroIn Italia esistono tre destre: la destra di Berlusconi, che si traduce nel fare gli interessi di Berlusconi; la destra dei tecnocrati, che si traduce nel fare gli interessi di chi ha di più; e poi il Pd, che si traduce nel fare gli interessi di chi ha di più. Cosa cambia fra tecnocrati e Pd? Che i tecnocrati lo fanno con naturalezza, nel Pd lo si fa con lo zelo tipico di chi vuole emendarsi dalle colpe passate. In questo caso, aver militato in un partito denominato “comunista”. Il dirigente piddino ha perduto (volutamente, pervicacemente) ogni legame col proprio passato alla fondazione del Pd stesso. Con la scusa di disfarsi dei vecchi simboli – ricordate?, tutto quell’armamentario fatto di bandiere rosse, feste dell’Unità, la dizione “di sinistra”, le sezioni trasformate in circoli e così via – ha consentito a se stesso di fare il salto di qualità: abiura totale in cambio del fedele servizio alla Causa. Cioè levarsi dai coglioni il mondo del lavoro per sposare il mondo dei datori di lavoro. Scusate se è poco.

In ogni spunto e riflessione, il rappresentante medio del Pd (pochissime eccezioni, ma un nome va fatto: Enrico Rossi) riesce a esprimere – e spesso realizzare – posizioni chiaramente “moderate”. Ma furbescamente ammanta tutto ciò con la parolina magica: “riformismo”. Tradotto, lo smantellamento dello Stato sociale. Però graduale. Spacciando per una cosa di sinistra – appunto – la gradualità in questa rincorsa verso un destino considerato ineluttabile. Vedi l’avvincente storia della riforma Fornero (articolo 18).

Si fa un gran parlare di coalizioni, alleanze, liste civiche. Sui programmi, silenzio totale. Siccome destra e sinistra esistono eccome, anche se Beppe Grillo dice di no, un elettore medio di sinistra (non il comandante Marcos) a un eventuale governo progressista chiederebbe: abolirete la legge Biagi? Farete tornare l’articolo 18 così com’era? Inchioderete i Marchionne di questo Paese alle proprie responsabilità? Metterete una patrimoniale vera? Riporterete a casa le truppe in Afghanistan e in Iraq? Garantirete a due persone dello stesso sesso la possibilità di sposarsi? Il testamento biologico sarà finalmente legge?

Chi conosce minimamente il Pd, così com’è composto e guidato oggi, sa che la risposta a queste sette semplicissime domande è “no”. Ecco perché il Pd non è di sinistra. Ed ecco perché continuare a sperare in un ravvedimento di chi lo guida è tempo perso. (Ps: nel Pd una cosa bella c’è. Sono gran parte dei suoi militanti e simpatizzanti, che invece direbbero dei convinti “sì” a quelle sette – banalissime – richieste).

Matteo Pucciarelli

via Pucciarelli: ecco perché il Pd non è un partito di sinistra | AgsCosmoWeb.

Ottimo articolo di Pucciarelli. Io la penso esattamente allo stesso modo:

Nella frase “levarsi dai coglioni il mondo del lavoro per sposare il mondo dei datori di lavoro” ha detto praticamente tutto. Il passaggio è esiziale e mi sembra che il PD sia arrivato al punto di non ritorno; secondo me è ormai “irrifondabile”.

Sarà possibile trovare spazio in Parlamento per una nuova proposta, un nuovo soggetto politico che sappia veramente incarnare i temi e le proposte della sinistra moderata che, de facto, non esiste più?

Se si: quando?