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proviamo a capire qualcosa di più!

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Brusells spinge per ampliare i poteri della BCE


Guido Grossi 99%

Articolo del Financial Times: Brussels pushes for wide ECB powers – FT.com.

Intanto, partiamo da una considerazione sul modo con cui si formano le leggi nell’Unione Europea.

Poche settimane fa il Parlamento Europeo, unico organo dell’Unione eletto direttamente dai cittadini, ha proposto alla Commissione di rivedere i poteri della BCE, per rafforzare la sua missione di prestatrice di ultima istanza. Una banca centrale che si rispetti dovrebbe assolutamente avere queste competenze. Lo fa la FED in America, lo fa la Boj in Giappone, lo fa Boe in GB e, guarda caso, quei paesi riescono tranquillamente a finanziare il loro debito pubblico a tassi bassissimi.

Ma la Commissione Europea non ha concesso al Parlamento il permesso di discutere la riforma. Stupiti? ebbene si: il Parlamento non ha il diritto di discutere una nuova legge (salvo alcune materie marginali) se non viene concesso dalla Commissione. La Commissione, ricordiamo, è un organo i cui membri sono nominati dai governi nazionali, salvo il Presidente, nominato dal Parlamento.

Invece di dare corso alla proposta intelligente del Parlamento, la Commissione lavora su un altro progetto, quello descritto nell’articolo del FT: rafforzare il potere centrale della BCE sul controllo del sistema bancario europeo. Questa sua proposta, per diventare legge, avrà bisogno dell’approvazione… del Parlamento.. viene da pensare. Ebbene no. L’approvazione viene dai capi di governo dei paesi membri.

Le leggi nell’Unione Europea le fa l’esecutivo, senza che il Parlamento possa intervenire. Strano, no?
E pensiamo bene che con le “cessioni” di sovranità fatte in maniera non trasparente e sostanzialmente illegittima dai nostri rappresentanti.. le leggi dell’Unione sono poste al di sopra delle leggi nazionali. Persino delle norme della nostra Costituzione della Repubblica.

Le norme emanate dall’esecutivo europeo prevalgono sulla nostra Costituzione !

Ma entriamo ora nel merito. La funzione di controllo ed il potere di salvataggio e ristrutturazione di una banca è importante. Questa competenza viene trasferita, secondo la proposta della Commissione, interamente alla BCE (mentre qualcuno auspica un intervento persino del FMI..ma che centra??). Ora, salvare una banca è importante, perché la banca contiene i risparmi dei cittadini, che vanno giustamente salvaguardati. Inoltre la banca svolge la funzione di finanziare l’economia reale.

Ma, se una banca perde i suoi soldi perché sbaglia sistematicamente investimenti; se troppi di questi investimenti vengono fatti sui mercati finanziari, rischiosi, oscuri persino per la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori (parlo per esperienza personale) anziché nell’economia reale; ci vogliamo domandare perché deve essere salvata. Salvata con fondi pubblici ?

L’esperienza insegna che neppure i manager vengono sostituiti, in queste occasioni. Al massimo vengono spostati in un’altra banca ..

Se la BCE vuole fare qualcosa di buono, dovrebbe lasciar fallire le banche che non sono state capaci di fare un buon lavoro. Usare il fondi di garanzia per risarcire i depositanti. Usare moneta creata ad hoc da lei stessa per coprire l’eventuale ammanco. In fondo, l’ammanco è una distruzione di base monetaria. immetterne di fresca servirebbe solo a ripristinare un sano equilibrio. Servirebbe anche a far emergere quelle istituzioni che lavorano meglio.. che non commettono errori quando decidono come investire i soldi dei depositanti.

Ma non ci pensano proprio a fare una cosa del genere. Non è l’interesse pubblico che hanno a cuore.

Anche nel campo del credito commerciale, i regolamenti approvati dalla BCE, anziché salvaguardare il sistema, hanno spinto le banche ad abbassare la guardia e la professionalità delle persone addette alla valutazione del merito creditizio. NOn è un caso che tanti prestiti risultano fatti alle aziende o alle persone sbagliate. Una volta quello che contava era la conoscenza personale. La banca prestava soldi alle aziende perché le conosceva personalmente in maniera approfondita. Una conoscenza basata sulle persone. I nuovi metodi si basano sulla presunta scientificità di modelli matematico/statistici. Si buttano un po’ di dati nel computer.. e si vede se una azienda o un privato cittadino è meritevole di ricevere un prestito. NON può funzionare. La realtà e troppo complessa per essere rappresentata – con sufficiente sicurezza scientifica – in un computer. La filosofia di questi sistemi si basa sulla constatazione che un certo numero di prestiti fatti ad aziende con certe caratteristiche non sarà restituito. Non è che si corre ai ripari. Si ripartisce il rischio. Si evita la concentrazione.. e si va avanti.

La filosofia di questi sitemi, in realtà, favorisce l’espansione del credito.. e chiude un occhio sui rischi.

Basta osservare quello che viene tollerato sui derivati e sui mercati finanziari. Scommessa allo stato puro. Anzi, peggio: siamo nel campo della truffa.

Eppure, gli stessi regolamenti rendono estremamente più conveniente per le banche investire sui mercati finanziari anziché nell’economia reale. Investire nei derivati richiede alle banche una disponibilità di capitale minore che non investire nell’economia reale !

Queste le scelte imposte dai nostri “regolatori”.

Allora, se le banche hanno perso la capacità di valutare correttamente il merito creditizio, e vengono stimolate a scommettere sui mercati finanziari piuttosto che nell’economia reale, domandiamoci perché devono essere salvate con enormi quantità di risorse pubbliche?

E perché dovrebbe essere proprio la BCE a decidere se farlo. La stessa che favorisce quei regolamenti che le spingono a sbagliare?

Vogliamo per cortesia mettere il naso dentro questa BCE e dentro questa Commissione e dentro i Governi per capire bene se queste persone stanno tutelando gli interessi dei cittadini europei, oppure se stanno facendo esclusivamente il gioco della speculazione, che è l’unica che ci guadagna dall’espansione non controllata del credito e dall’afflusso costante di risorse sui mercati finanziari ?

Non siamo in buone mani.

Invece di risolvere alla radice i problemi, fanno di tutto per alimentarli: ne traggono benefici personali. Perché il mondo della finanza è in grado di essere molto riconoscente nei confronti di chi asseconda i propri interessi.

La BCE ha già erogato 1000 miliardi di euro per sostenere questo sistema bancario privato, sapendo perfettamente che quelle risorse sarebbero finite sui mercati finanziari e non nell’economia reale.

Ora si vogliono stanziare 500 miliardi di euro direttamente per salvare le banche europee in difficoltà (cioè le banche che hanno sbagliato investimenti) dandone il potere alla BCE ed escludendo accuratamente ogni autorità nazionale.. coinvolgendo il FMI (controllato dagli USA..)

Con 100 miliardi si da un buon lavoro a 5 milioni di persone…

Ma non ci sono risorse per queste cose.. ci vogliono far credere

Questi signori che giocano con le nostre vite devono essere inchiodate alla responsabilità delle scelte scellerate che ci impongono (impongono dietro ricatto). Si nascondono dietro il paravento di una finta competenza tecnica: scelgono, politicamente, di mandarci in rovina, e lo fanno esclusivamente per incrementare le proprie ricchezze e il proprio potere.

Troppe persone per bene, colte, istruite, dotate di capacità critica, sperano ancora che questi “tecnici” ci salveranno.

A tanto è arrivata la manipolazione delle informazioni.

Svegliamoci, incontriamoci, parliamone. Non siamo più cittadini sovrani, siamo sudditi. Abbiamo la responsabilità di prendere coscienza del nostro stato di sudditanza e di ribellarci.

Prima che sia troppo tardi.
di Guido Grossi

Come non condividere, anche se non “in toto”, la parte sulle continue e scellerate scommesse finanziarie fatte continuamente sulla nostra pelle e incentivate dall’establishment europeo? Non ne capisco sinceramente il senso.

Eppure, con un po’ di buon senso, basterebbe così poco per ripristinare la cara vecchia separazione tra banche commerciali e banche d’investimento…

Citando un odiato e chiacchierato uomo politoco: “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”!

Il primato dell’economia reale sui mercati finanziari


Guido Grossi 99%Siamo proprio sicuri che il crollo dei mercati finanziari comporti necessariamente il crollo dell’economia reale?

è quello che ci dicono con gran convinzione tutti.. i signori della finanza!

e che ripetono con gran convinzione i telegiornali a tutte le ore. Le prime notizie di tutti i TG non riguardano forse l’andamento dei mercati finanziari ? come fossero per noi la cosa più importante…

Però non ce lo hanno mai spiegato il meccanismo che dovrebbe portarci alla rovina… esattamente come i sacerdoti delle antiche religioni non spiegavano i meccanismi in base ai quali, se non si facevano sacrifici agli dei, sarebbero arrivate catastrofi tremende

Io credo che non siamo molto lontani, da quella situazione.
Dovremmo sforzarci di provare ad aprire gli occhi.

La finanza non produce ricchezza ma opera una “distrazione” di risorse dall’economia reale: è un parassita.

Nasce come servizio all’economia.. si è trasformata in alternativa: luogo dove i capitali acquisiscono il potere magico di moltiplicarsi. A guardare bene ci troviamo in una situazione in cui il gatto e la volpe ci promettono che se mettiamo i nostri zecchini d’oro sotto terra.. fra qualche mese nasce l’albero degli zecchini d’oro.

Continuare ad investire in bolle speculative senza fondamento razionale, è poi così diverso?

Il mondo occidentale ha smesso di produrre beni reali e servizi utili, perché… ha abboccato alla favola degli zecchini d’oro… si è convertito alla religione dei mercati finanziari, e crede ai dogmi che ci vengono proposti dai suoi sacerdoti:

rendere competitivo il sistema produttivo è il modo migliore per crescere (anche se la competizione impone di tagliare i costi, compreso il lavoro e la qualità dei prodotti…): questo ci chiedono i mercati. Questo ci richiedono, insistentemente, i loro sacerdoti: la BCE, il FMI, le Agenzie di Rating…

Le cose non vanno perché siamo spreconi e inefficienti: bisogna fare “le riforme strutturali” (ma le riforme strutturali, quando arrivano, ci fanno stare peggio: più tasse, meno servizi, licenziamenti più facili, privatizzazioni, svendita di patrimonio pubblico e cessioni di sovranità.. questo è il pacchetto delle riforme strutturali che viene imposto a tutti quelli che devono essere “curati”: una cura da cavallo che favorisce pari pari gli interessi del grande capitale internazionale, che avrà a disposizione grandi affari e una massa di lavoratori sempre più disponibili ad essere sfruttati… mentre manda in recessione le economie “curate”, con la promessa, di pinocchio, che attraverso la cura un domani, imprecisato, tornerà la crescita… la mitica crescita che ci renderà di nuovo felici)

lasciar fare i mercati finanziari è il modo migliore per allocare le risorse (anche se è sempre più evidente che le risorse si concentrano nelle mani di un numero sempre più ristretto di multinazionali, assieme ad un potere di condizionamento delle società che non è mai stato così forte… e violento)

la crescita del PIL è l’unico modo per rendere felici le società (ma come la misuriamo la nostra felicità ? Nel PIL c’è la distruzione dell’ambiente.. c’è la produzione di armi di distruzione di massa… non c’è alcuna misura dei costi sociali)

Non è giunto il momento di dire che queste cose che ci raccontano, e che tv e giornali continuano a ripetere con la stessa acritica convinzione di sempre, non convincono più ?

Non è forse il momento di dire che la finanza non è il presupposto della crescita dell’economia e tanto meno della nostra felicità… ma è il sistema che consente ad un gruppo ristretto di grandi banche d’investimento internazionale che di fatto controllano tutti i mercati finanziari di dirottare le risorse sempre e solo dove preferiscono loro… sostanzialmente distraendole dalle tasche dei polli che credono alle favole.. per finire nelle tasche dei furbi amici che favoriscono il sistema ?

Apriamo gli occhi: le bolle speculative devono sgonfiarsi.. l’illusione che i nostri sacrifici servano a salvare l’economia reale è pericolosissima. L’economia reale viene ammazzata sistematicamente da quell’idrovora: 1000 miliardi dati alle banche.. tutti finiti sui mercati finanziari.. neanche le gocce al sistema produttivo !

con mille miliardi di euro si può finanziare un piano di investimenti che da lavoro a tutti i giovani disoccupati in europa: tutti ! Si può scegliere di far sparire la disoccupazione giovanile in tutto il continente, avviando la creazione di benessere reale, in un circolo virtuoso: manca la volontà politica!

ma a noi ci dicono che è meglio coprire le perdite del sistema bancario.. senza fare nulla, peraltro, per evitare che continuino a generarne. Non è forse evidente che i politici sono diventati fedeli servitori della religione dei mercati ? Talmente squallidi che hanno persino rinunciato al loro potere di gestire l’economia: hanno ceduto le leve del comando direttamente ad organismi economici privati. Infatti è la BCE, il FMI a dettarci l’elenco delle cose da fare. Ed i politici si sono affrettati, in gran silenzio, a firmare leggi che consegnano in quelle mani tutto il potere di decidere: hanno svenduto la nostra sovranità!

Il crollo dei mercati finanziari, accompagnato da misure banali di sostegno agli investimenti produttivi, è in realtà l’unica nostra speranza di salvezza.

Va perseguito, non ostacolato. Perseguito e gestito.

Per salvare l’economia reale, dobbiamo uccidere la finanza. E, con essa, lo strapotere di questi signori che con la loro religione ci hanno stregato.. e vorrebbero ora spremerci come limoni, con l’unico scopo di trasformare la loro ricchezza di carta, inesistente, nei nostri beni reali. Quello è il motivo della recessione indotta: costringerci a svendere il patrimonio pubblico e le nostre ricchezze private !

Questi sacerdoti ed i loro servi fedeli devono andare a casa, e fare spazio ad una società civile che voglia riscoprire valori più consoni alla nostra esigenza di una società equilibrata, libera di perseguire un benessere che non ha nulla a che fare con gli zecchini d’oro.

Una società dove l’informazione non è asservita agli interessi delle classi dominanti e del potere, ma è strumento di emancipazione e crescita sociale dei cittadini, desiderosi e disposti ad assumersi la responsabilità di partecipare in prima persone alle scelte che riguardano la gestione della cosa comune.

Non possiamo restare a guardare: dobbiamo scendere in campo, tutti.

Guido Grossi

 

P.S.

separare la funzione del credito commerciale dalle banche di investimento è una misura che nella storia economica è già stata presa.. ultimamente in seguito alla grande depressione del ’29

oggi ci chiedono miliardi per salvare le banche, lasciandoci credere che quei soldi siano necessari a rilanciare l’economia reale.. ma la realtà è che quei soldi continueranno a sostenere bolle speculative. I regolamenti stessi spingono le banche a trovare più conveniente giocare con i derivati, piuttosto che prestare soldi ad aziende e famiglie. Regolamenti scritti da coloro che dovrebbero controllare il sistema :((

La funzione del credito commerciale è indispensabile ad una economia sana. E il sistema bancario commerciale dovrebbe dedicare tutte le proprie energie e competenze a fare quel mestiere. Esattamente il contrario di quanto avviene oggi.

Dopo aver separato finanza da credito commerciale, si deve intervenire a regolamentare l’attività finanziaria, a partire dai derivati. La funzione positiva per i quali sono nati oramai (strumenti di gestione del rischio) oramai è stata abbandonata da tempo: si sono trasformati in strumenti per truffare i polli. Vanno vietati. punto e basta.

E così si sgonfiano le bolle speculative.

E così ritorna possibile riportare attenzione e risorse sui mercati reali, nella produzione, negli investimenti reali: é li che si crea ricchezza e benessere, con il sudore della fronte.

Gli stessi soldi, montagne di soldi che oggi vengono impiegati per sostenere artificiosamente i valori assurdi sui mercati finanziari, devono essere investiti nell’economia reale.

Non ci possono dire che non ci sono risorse: è falso.

Lascia fallire le banche che hanno sbagliato, usa le risorse della banca centrale per risarcire i depositanti, e i 1000 miliardi dati alle banche possono essere utilizzati per investire nell’economia reale, a finanziare un grande piano di piccole opere, in settori ad alta intensità di lavoro ed elevata utilità sociale

qualche esempio: produzione diffusa di energie alternative, valorizzazione beni culturali, ricerca applicata, ricerca di base, avvio di processi standardizzati per il riciclo dei rifiuti urbani, messa in sicurezza sismica del patrimonio immobiliare nelle aree a rischio, messa in sicurezza idrogeologica del territorio, riconversione della produzione agricola, degli allevamenti e del settore agroalimentare, de industrializzandola e riportandola ad un più sano equilibrio, per l’ambiente e per la nostra salute..

Tutto si può fare: solo questione di volontà politica

Il sistema bancario ha il cancro – Guido Grossi


Guido GrossiVi invito a leggere questa nota di Guido Grossi Che vi aiuterà a capire quali siano i meccanismi della crisi della finanza che ci sta strozzando pian piano. La sua opinione è, secondo me, condivisibile per buona parte.

I capi di stato stanno confabulando per salvare le banche. Cerchiamo di capire. Il sistema bancario internazionale ha un cancro: la finanza. Si prende tutta la linfa vitale.

E’ solo per questo che non c’è più credito per aziende e famiglie.

Negli ultimi decenni è stato permesso alle banche che fanno credito commerciale di fare investimenti finanziari. Erano vietati. Nuove leggi hanno sistematicamente abolito tutti i divieti mentre il sistema veniva privatizzato. Perché è sbagliato?

Se io compro in borsa un titolo di una azienda che poi fallisce, perdo il mio capitale. Se una banca d’affari fa la stessa cosa, perde i suoi soldi. Ma il resto del mondo va avanti felice.

Se una banca commerciale, che fa depositi e prestiti con famiglie ed aziende specula sui mercati finanziari e perde i soldi.. crea problemi seri ad aziende  e famiglie perché le banche non investono il loro patrimonio privato ma un grossissimo multiplo del patrimonio, utilizzando soldi presi a prestito.

Non ci vuole uno scienziato per capire che è una grave imprudenza. Le attività vanno separate. Eppure, non solo è stato consentito: è stato incentivato. In due modi:

1) I regolamenti “prudenziali” (sic!) obbligano le banche ad avere un proprio patrimonio disponibile per far fronte alle eventuali perdite. Se prestano 100 euro ad una azienda  devono accantonare 8 euro di patrimonio. Se comprano un titolo della stessa azienda devono accantonare solo una piccola frazione di 8 euro. Se comprano un derivato sul quel titolo.. una frazione ancora più piccola. I regolamenti “prudenziali” incentivano l’investimento finanziario a scapito dell’economia reale.

2) Se i soldi vengono indirizzati più sui mercati finanziari che nell’economia reale, nascono inevitabilmente le bolle speculative: i valori dei titoli salgono anche se l’economia reale è ferma. Cosa fanno le banche centrali quando i mercati finanziari oscillano? Regalano montagne di liquidità alle banche private. Così le bolle continuano. Si spostano, continuano a crescere fino a livelli insostenibili.

Perché lo fanno, sono matti? Ignoranti? No, sono in conflitto d’interesse.

Le speculazioni finanziarie hanno provocato buchi enormi nei bilanci delle banche private. Nello stesso tempo, però, hanno arricchito i loro manager ed i loro migliori clienti.  Poche grandi banche d’investimento internazionali legate da intrecci azionari controllano tutta l’operatività sui mercati finanziari e sono in posizione tale da poter privilegiare alcuni clienti importanti, quelli che non perdono quasi mai, che hanno l’informazione giusta al momento giusto.

Si è creata prevalentemente così – e non con la bravura di qualcuno né con il sudore della fronte – l’élite. Il famoso 1% della popolazione mondiale che dall’altalena delle bolle speculative ha tratto enormi benefici. Assieme ad un potere immenso con il quale ha potuto “comprare” la politica, l’informazione, la ricerca che avalla un certo tipo di cultura e ci infila nella testa i miti della crescita, della competizione, dei mercati e quant’altro. Un potere che è riuscito ad influenzare i governi, le banche centrali, le istituzioni sopra nazionali che disegnano e mettono a punto il modello.

Chi fa i regolamenti “prudenziali”? Chi gestisce le banche centrali? Chi deve decidere se far scoppiare le bolle speculative e far fallire le banche oppure salvarle?

Organismi al confine fra il pubblico e il privato, nei quali le persone che decidono non sono scelte con metodi elettivi e democratici: sono cooptate all’interno di una cerchia di persone non propriamente larga, nata e cresciuta nella cultura neo liberista. Magari convinti in buona fede che sia il sistema migliore per far progredire il mondo. Persone comunque ricche, che appartengono all’élite ed hanno propri ingenti patrimoni personali il cui valore è fortemente legato a quel sistema.

Non ci interessano le teorie complottiste. Usiamo tempo ed intelligenza per osservare i fatti. Torniamo alle banche, piene di buchi nei bilanci. Buon senso vorrebbe che le perdite degli investimenti finanziari si esauriscano per quello che sono: capitale bruciato. Chi ha sbagliato paga e chi lo ha fatto per conto d’altri perde il posto. Vi sembra che prevalga il buon senso?

L’attuale classe dirigente e le persone che dovrebbero tirarci fuori dai problemi, cosa decideranno: di lasciar svanire quel castello di carta come sarebbe giusto? O si arrampicherà sugli specchi per salvare il salvabile del castello nel quale sono stabilmente insediati?

Con la scusa che le banche fanno anche credito commerciale, e che quindi se falliscono rovinano le aziende e le imprese… ci stanno raccontando che è nostro dovere salvarle!

Sono ammalate di cancro. Non sono curabili. Ma ci chiedono sacrifici enormi per attaccarle alla spina e salvarle.

Alzi la mano che ha udito una proposta proveniente dagli stessi ambienti che miri a curare il male alla radice. Pannicelli caldi: Tobin tax, blind trust, nuovi regolamenti, agenzie di supervisori.. Ma pensano che la gente abbia tutta l’anello al naso??

E’ tristissimo dover constatare quanto le Istituzioni dell’Unione Europea – che non ha mai avuto il coraggio di farsi Stato – si siano trasformate in strumento di difesa acritica dei mercati finanziari. Ci raccontano che, se non salviamo le banche (queste banche piene di cancro finanziario), studi autorevoli prevedono: “crollo dell’economia.. crollo degli stati.. Inflazione incontrollabile, recessione, disperazione”. Ci spaventano per indurci ad accettare nuovi  sacrifici. Nuovo debito pubblico che con l’altra mano ci stanno imponendo di ridurre!!

L’unica certezza è che se fallissero queste  banche, a crollare con fragore sarebbe sicuramente la ricchezza ed il potere dell’élite che da questo sistema privato ha tratto enormi e ingiustificati profitti e privilegi. Solo dalla separazione delle due attività e dal conseguente fallimento della finanza, si potranno liberare, finalmente, le risorse per la crescita del benessere dei cittadini.Un buon motivo per tentare di toglierci la democrazia: i cittadini sovrani sanno esattamente quale scelta sia più giusta e conveniente.

Mario Draghi aiuta le banche dell’area Euro. Ma le banche vorranno aiutarCI o aiutarSI?


Misure Euro

La Banca centrale europea ha erogato 489,19 miliardi di euro

Come da oggetto, la BCE nella giornata di ieri ha erogato 489,19 miliardi di euro nel suo primo rifinanziamento a scadenza 3 anni, a favore delle banche commerciali che operano nell’area euro.

Per descrivere l’operazione riprendo un articolo uscito oggi, 22/12/2011, sul Sole 24 Ore:

Si tratta della prima di queste nuove operazioni di durata insualmente prolungata, decise a inizio dicembre dall’istituzione di Francoforte su liquidità supplementari a condizioni agevolate a favore degli istituti di credito. L’ammontare comunicato ha oltrepassato le attese medie, che fino a ieri sera si aggiravano tra 250 e 300 miliardi di euro anche se i margini erano molto ampi tra gli analisti. Soprattutto queste manovre della Bce hanno riportato fiducia sui mercati in quanto si è creata l’attesa che almeno in parte le banche possano utilizzare questi fondi a bassi costi – i tassi sono prefissati all’1 per cento – per acquistare titoli di Stato dei paesi dell’area euro, lucrando sul differenziale dei rendimenti. La Bce ha puntualizzato di aver ricevuto richieste di rifinanziamenti da 523 banche. Successivamente alla pubblicazione dei dati le Borse hanno registrato accelerazioni sui precedenti rialzi, mentre l’euro è schizzato a 1,3172 dollari. La richiesta delle banche italiane all’asta Bce di oggi supera i 110 miliardi, secondo fonti di mercato consultate da Radiocor. All’ammontare di 40,4 miliardi di euro resi noti in mattinata per le richieste di quotazione sul mercato MoT sono da aggiungere, infatti, le richieste di quotazione di titoli su altre piazze internazionali. Da un avviso pubblico di Borsa Italiana, infatti, era emerso che quattordici banche italiane, compresi i big Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno quotato 40,44 miliardi di bond con garanzia statale. La notizia è strettamente legata all’asta dell’Eurotower perché questi titoli possono essere utilizzati come collaterali (cioè come garanzia per ottenere i fondi). I documenti di Borsa Italiana mostra come l’ammontare più alto sia quello di Intesa Sanpaolo, con 12 miliardi, seguita dal Monte dei Paschi (10 miliardi) e Unicredit (7,5).

Ora, dov’è la particolarità di questa operazione?

E’ presto detto: la BCE ha prestato alle banche soldi con un tasso di interesse dell’1% pretendendo in cambio come garanzie solo dei  collaterali di pari importo del prestito richiesto, quindi titoli di stato, bond spazzatura, etc.

Quindi le nostre banche ora possono rifiatare. Ma è gusto che abbiamo sollievo loro o la nostra economia reale?

Mi spiego meglio. Con questi soldi le banche hanno 2 scelte principali:

  1. Prendere i soldi a prestito all’1% e reinvestirli in titoli ad alto rischio con cedole e interesse alto (BTP, BOT, Bonos, Etc.); con questa modalità, senza fare niente, si troverebbero a scadenza con un guadagno NETTO di almeno il 5% senza essersi per nulla sforzate, ma continuando ad assumersi un rischio finanziario che è attualmente già fuori controllo e che ha portato alla loro scarsa patrimonializzazione. Questa operazione però porterebbe anche un’innegabile vantaggio: il rifinanziamento del nostro debito pubblico con conseguente riduzione dello spread tra BTP e Bund, ed il Governo sarebbe in un certo qual modo contento.
  2. Prendere i soldi all’1% di interesse ed investirli sull’economia reale, sul territorio, per le famiglie e le PMI, per evitare il credit crunch che viene giornalmente evocato come spauracchio dell’economia italiana; potrebbero dunque riprendere a concedere mutui, credito alle imprese, etc. a tassi magari alti ma sostenibili; potrebbero ridar fiato al PIL ed evitare in parte questa fase recessiva impellente. Anche in questo caso il governo dovrebbe essere contento perché potrebbe riportare entro valori accettabili il rapporto Debito/PIL.

Secondo voi, cosa faranno i nostri beneamati banchieri (secondo me il problema non sono le banche ma i banchieri)? Saranno in qualche modo controllati dalla Banca d’Italia? Sarà permesso loro di continuare a lucrare indisturbati con un rischio elevatissimo per il Paese? Potranno continuare ad attribuirsi premi faraonici mentre la nostra economia arranca pericolosamente?

Voi cosa ne pensate?