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Un politico britannico si è dimesso per lo stipendio troppo basso


Mark Simmonds, sottosegretario agli Esteri, ha spiegato che con la sua indennità non riesce a vivere a Londra insieme alla famiglia

Proprio stamattina stavo leggendo questo articolo che mi ha fatto riflettere: Un politico britannico si è dimesso per lo stipendio troppo basso – Il Post.

Si, mi ha fatto riflettere perché, se dopo un primo momento in cui ho pensato che la cifra che guadagna un parlamentare inglese non può certo giustificare una scelta simile, alla fine credo che la decisione di Mark Simmonds (sottosegretario agli Esteri con delega per l’Africa del governo del Regno Unito) non sia proprio così “sbagliata”, tantomeno da condannare.

Il sig. Simmonds ha preso questa decisione perché con l’indennità per l’alloggio riconosciutagli dal Governo per il fatto che non vive a Londra non riesce comunque a pagarsi l’affitto di un appartamento vicino alla sede di lavoro dove possa vivere con la sua famiglia. C’è anche da dire che oltre all’indennità Simmonds percepisce circa 110.000 euro l’anno come stipendio per il suo ruolo di parlamentare e ministro.

Ha spiegato che con l’indennità e lo stipendio potrebbe pagare l’affitto di una casa per tutta la sua famiglia in una posizione meno centrale, ma che non è disposto a vivere fuori Londra dato che trascorre lì la sua intera giornata (e spesso serata) di lavoro. Lo stile di vita che ha scelto per sé e per la famiglia non prevede di essere costretto a fare ogni giorno un viaggio per raggiungere Westminster dalla periferia di Londra. Oppure dovrebbe continuare a vivere da solo (la sua famiglia vive nel Lincolnshire, a circa 250 chilometri da Londra) e Simmonds si è lamentato che ultimamente vede molto poco la sua famiglia, a cui vuole dare la priorità sulla sua carriera.

Quindi dov’è il problema? Per me non esiste, anzi: massimo rispetto.

Questo signore ha avuto il coraggio di dire che, per lo stile di vita che fa e per il fatto che non vuole lasciare che i suoi figli crescano senza un padre vicino, ha deciso di mollare. Lascia il seggio in parlamento a qualcun altro perché, evidentemente, il suo sacro fuoco per la Politica non è così forte come il bisogno di stare vicino ai suoi cari.

Alla fine credo che sia da lodare rispetto a tanti altri politici nostrani che, una volta entrati in Parlamento, tentano di accumulare quanti più incarichi possibili e di gonfiare tutti i rimborsi a loro dovuti (compreso l’alloggio) per non dover sacrificare niente della loro vita. Anzi, i nostri beneamati professionisti della politica piuttosto accumulano come e forse più di un medio capitano di industria.

A questo punto ben venga chi, con una scelta ponderata, dice: “mi spiace signori, io a queste condizioni non ce la faccio. Preferisco tornare a fare quello che facevo prima!”.

Eh, già! Ma quanti dei nostri parlamentari hanno un mestiere oltre alla politica? Ecco il “quid”: nessuno!

Senza la “politica” i vari Razzi, Scilipoti, Crimi, Bindi, etc. cosa farebbero? Chiedetevelo e datevi una risposta.

La coerenza di Berlusconi e Pannella


Frodo Berlusconi e Gandalf Pannella Lord of the ringsDal Corriere.it: “Firma dopo firma Silvio Berlusconi ha finito per sottoscrivere anche i referendum per abrogare le leggi fatte dal suo governo e che da sempre sono un cavallo di battaglia del centro-destra. Sabato al gazebo dei Radicali in Largo Argentina il Cavaliere non si è infatti limitato a firmare i referendum sulla giustizia, ma anche quelli che chiedono l’abrogazione della Bossi-Fini sull’immigrazione, le norme sul carcere per i piccoli spacciatori e persino l’abrogazione dell’8 per mille, affinchè restino allo Stato le somme per le quali il contribuente non fornisce alcuna indicazione.”

Ovviamente, dopo aver firmato, il sig. Berlusconi (eh si, non è più Cavaliere) si è affrettato a giustificarsi con i suoi che, magari, per partorire quelle leggi ci hanno anche messo un po’ del loro tempo: “Si tratta di quesiti sui quali non sono d’accordo -ha tenuto a precisare l’ex premier- ma ci metto la faccia perché credo giusto che gli italiani si esprimano anche su questi argomenti”.

Certo si, come no? Ci crediamo per questa volta, va’!

Secondo me, come per molti altri, la sua firma l’ha messa con un solco più profondo sui quesiti referendari interenti la Giustizia ed i giudici, vedi:

  1. Responsabilità civile dei magistrati;
  2. Magistrati fuori ruolo;
  3. Custodia cautelare;
  4. Ergastolo (forse riesce ad arrivare pure a quello);
  5. Separazione delle carriere (se ci riuscisse stapperebbe un Cru di almeno 50 anni).

Diciamo che per i prossimi processi, se i quesiti avessero successo, avrebbe qualche chance in più di cavarsela con poco o niente.

Ma di Berlusconi ormai non ci stupiamo più.

Chi mi stupisce veramente è Pannella ed i Radicali tutti: si farebbero fare qualsiasi cosa (sono stato “fair”) pur di far breccia con i loro referendum. Dal basso del loro 0,X% hanno bisogno di quanta più visibilità possibile, non importa verso quale schieramento si dovessero “prostituire”.

Dico la verità: quando ero giovane il mio voto era Radicale e così è stato per anni.

Mi giustifico: ero ingenuo e credevo molto negli ideali proposti da questi signori. Ma dopo aver visto i vari Rutelli, Capezzone, et similia cosa rimane degli ideali? “Una beata minchia”! (cit. Cetto Laqualunque).

Pannella, Perduca, etc. continuano politicamente a campare solo grazie a queste sparate mediatiche e riescono quindi ad alimentarsi ancora di un briciolo ci consenso che paga loro lo stipendio.
Chi se ne frega se si parla di Amnistia, Grazia. Chi se ne frega se quella poca giustizia, faticosamente ottenuta, venisse vanificata dalla mancata certezza della pena. E chi se ne frega se, oltre a Berlusconi, ci troveremo un’orda di delinquenti “comuni” di nuovo in giro,  giusto?

L’importante è che i radicali continuino ad esistere e che Berlusconi abbia salvo il culo.

Monti: “Berlusconi fu umiliato a Cannes Al G20 volevano toglierci sovranità”


Mario Monti

Silvio Berlusconi fu sottoposto a una “pressione prossima all’umiliazione”.

Perché al G20 di Cannes dell’anno scorso ci fu “un tentativo di far cedere all’Italia parte della sua sovranita”. Parola di Mario Monti. Parlando all’assemble dell’Abi, il premier ricorda la situazione “sgradevolissima” che si era creata a Cannes: “Tutte le testimonianze – dice Monti – mi dicono che Berlusconi è stato sottoposto a una pressione sgradevolissima, per lui e il Paese, prossima all’umiliazione che sostanzialmente, nell’intenzione dei prementi, avrebbe portato l’Italia a cedere buona parte della sua sovranità e discrezionalità”.

Ma le cose, da quel “tentativo di messa in protezione”, sono cambiate e Monti mette a confronto la situazione di Cannes e quella di Los Cabos, dove il governo italiano ha avuto un ruolo nella soluzione della crisi dell’eurozona. Un cambio di clima. Che per il premier è il primo risultato del suo governo, ottenuto “più rapidamente di quanto io prevedessi”.

via Monti: “Berlusconi fu umiliato a Cannes Al G20 volevano toglierci sovranità” – Repubblica.it.

Mah… a me questo sembra un assist bell’e buono servito a Berlusconi in vista della sua prossima ricandidatura per le elezioni del 2013, non credete? Dopo tutti i danni che ha fatto, e che continua a fare, ci mancava anche la legittimazione del suo operato e la condanna implicita del comportamento dei leader di Francia e Germania(anche loro ne hanno da farsi perdonare, eh!) tenuto verso il comico di Arcore.

Ma Monti ci crede gonzi? Forse comincio a pensare che buona parte della popolazione lo sia davvero…