Un blog molto personale…

proviamo a capire qualcosa di più!

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Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. E poi?


Il finanziamento pubblicoTrovo che sia bellissimo, per alcuni aspetti, il fatto che si voglia abolire il finanziamento pubblico ai partiti.

Certo noi ci dovremo attivare per sostenere i nostri politici economicamente, visto che le lobby in Italia non sono contemplate (vedi QUI). Certo non crederete che tutti i partiti e/o movimenti abbiano i vari Berlusconi e Grillo/Casaleggio che cagano soldi pur di raggiungere il potere… Spero di no, altrimenti sareste veramente degli ingenui!
Torniamo a noi: quale soluzione preferireste?
L’abolizione del finanziamento pubblico? Tirare fuori i soldi di tasca vostra e destinarli a chi volete veramente? Vorreste poter destinare alle segreterie il vostro 5 per 1000, magari con l’abolizione, prima di tutto, dell’8% alla Chiesa Cattolica (asimmetria insopportabile per me)?
Vorreste introdurre il finanziamento da Gruppi di Pressione (poi però non rompete il cazzo con le industrie petrolifere, farmaceutiche e multinazionali varie che non dovessero andarvi bene)?

Cari connazionali decidetevi! Non rompete le palle col finanziamento pubblico se poi non sapete come sarà mantenuta in vita la nostra già malandata democrazia.

Fate i seri per una volta, la ricreazione è finita.
Io i miei soldi so già a chi li darò, per voi il sondaggione finale.

Aggiornamento dell’ultimo minuto:

Abolizione del finanziamento pubblico, ricordtwit letta ddl finanziamento pubblicoo a finanziamenti privati con defiscalizzazione.

L’abrogazione dell’attuale sistema avverrà per gradi, dicono fonti di Palazzo Chigi. Il contributo pubblico sarà ridotto al 60% il primo anno, al 50% il secondo anno e al 40% al terzo anno, per poi essere abolito del tutto.

A regime gli unici canali di finanziamento dei partiti saranno le erogazioni volontarie con detrazioni del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro e del 26% per tutti gli altri fino a un massimo di 20mila euro e la destinazione volontaria del 2 per mille. Ai partiti sarà conferita una concessione gratuita di spazi (anche tv) e servizi.

Stanno già provando a bruciare Renzi?


PD, Orfini proporrà Renzi premier

Insomma, sembra proprio che la direzione nazionale del PD, o solo i “giovani turchi”, abbiano deciso di bruciare il “giovane” Renzi?

Il compito, per qualunque personalità venga chiamata a governare l’Italia in questo particolare periodo storico, sembra particolarmente arduo. Anzi, per un emergente, quasi un Harakiri politicamente parlando.

Per questo credo che chi nel PD oggi avanzi una candidatura lo faccia più per bruciare il candidato piuttosto che per fare il bene del paese.

Infatti il prossimo PdC dovrà assicurare la governabilità fino a quando tutte le riforme essenziali saranno state traguardate (ma di quali riforme parliamo?). Solo poi si parlerà di elezioni.

Crediamo veramente che Renzi possa fare da trait d’union tra PD, PDL, M5S, varie ed eventuali? Io sono speranzoso ma, se fossi in Matteo, aspetterei prima di “gettarmi della mischia”.

Tra l’uovo oggi o la gallina domani si è scelto di fare una bella frittata?

Che ne pensate?

I dischi più venduti di sempre


La voce del padroneI dischi più venduti di sempre | Il Post.

Proprio bellina la classifica che si trova al link sopra de Il Post di Luca Sofri.

Mi fa specie trovare ben 3 album di Michael Jackson in questa classifica. Eh, si! Ben tre album! Pensate quanti soldi si è mangiato in processi, avvocati e risarcimenti. Poveraccio…

Fanno anche impressione i 44 milioni di pezzi della colonna sonora di Grease ed il terzo posto di “The dark side of the moon”. Insomma: ce n’è da leggere per soddisfare la vostra curiosità, specie in questo periodo dove di dischi non se ne vendono praticamente più e dove la musica non è più una “cosa seria” ma un’accozzaglia di suoni prodotti sistematicamente da PC ed applicazioni.

Chiudo con un secco “Viva i Beatles ed i Rolling Stones” e vi invito a votare e a fare votare il sondaggione allegato (sono ammesse risposte multiple)!

Banchieri centrali uniti sulla rottura dell’Euro


Financial Times Logo“At least one country will leave the eurozone in the next five years, according to a survey of central bank reserve managers who collectively control more than $8,000bn.

The results of the poll, conducted by UBS, highlight the concern among some of the world’s top central bank officials ahead of the Greek election this weekend that is widely seen as a pivotal moment for the future of the single currency.”[CUT]

via Central bankers brace for euro break-up – FT.com By Jack Farchy

Almeno un paese lascerà la zona Euro entro i prossimi 5 anni, secondo un sondaggio dei gestori di riserve delle banche centrali che controllano complessivamente più di 8.000 miliaridi di dollari.
I risultati di questo sondaggio condotto da UBS evidenziano la forte preoccupazione di alcuni alti funzionari provenienti dal mondo delle banche centrali e sono stati pesati in base al risparmi gestito da ogni singolo istituto.
I banchieri centrali ed i gestori di fondi hanno detto che la rottura dell’area Euro è attualmente il rischio più elevato per tutta l’economia globale, e lo sarà per i prossimi 12 mesi.
Le loro idee sono in contrasto netto con i tentativi di alcune banche centrali di rafforzare la fiducia nella moneta unica. Ma questi gestori, le loro riserve e le loro decisioni su come allocare le loro risorse hanno un’influenza molto significativa sui mercati dei cambi.
La prospettiva di una rottura dell’area Euro ha innervosito gli investitori di tutti i tipi negli ultimi mesi, provocando una forte spinta alla vendita di azioni europee, un salto dei rendimenti obbligazionari dei governi periferici della zona Euro e uno scivolone della moneta unica.
All’incertezza sul futuro della Grecia -che si paleserà sempre di più con le cruciali elezioni di questo fine settimana- si è andata a sommare la crisi bancaria spagnola e tutto questo sta minando la fiducia degli investitori che stanno spingendo per una diversificazione dei portafogli lontano dalla zona Euro.
La banca nazionale svizzera ha rivelato il mese scorso di aver raddoppiato la sua dotazione in sterline nel primo trimestre, avendo ridotto consequenzialmente l’esposizione in Euro. Gli analisti e gli operatori ci dicono che, ovviamente, i gestori di riserve hanno fatto lo stesso.
La cautela dei gestori di riserve sul futuro dell’Euro è stato confermato nelle loro previsioni: si prevede che entro la fine dell’anno l’Euro sarà negoziato tra 1,15 e 1,25 dollari, rispetto all’attuale livello di 1,26 dollari.
Addirittura una piccola minoranza sostiene che l’Euro non esisterà più entro la fine dell’anno.
In contrasto con tutto questo, le banche centrali ed i fondi sovrani (SWF) sono più propensi per una tendenza al rialzo delle quotazioni dell’oro: si prevede che il metallo prezioso, insieme al debito dei mercati emergenti, sarà l’asset maggiormente performante da qui alla fine dell’anno.
Il prezzo dell’oro è rimasto fermo quest’anno fino ad ora poiché gli investitori diffidano della sua capacità di agire come bene rifugio in tempi di crisi; comunque giovedì è stato scambiato a 1.620,70$/oncia, in crescita del 3,5% rispetto all’inizio del 2012.

Insomma, ce n’è di che preoccuparsi: le istituzioni bancarie sovrane europee si preoccupano di salvare l’Euro, i loro funzionari e gestori, al contrario, NO!

Il nostro debito cresce continuamente, la spesa non si riduce. Tutto ciò che incameriamo come riduzione della spesa o da maggiori entrate fiscali (siamo in recessione, non si parla di aumenti delle entrate derivanti da un aumento del PIL  ma solo di un aumento derivante dal maggior carico) lo utilizziamo per foraggiare la finanza e la burocrazia.

La prospettiva è che domani nessuno comprerà il nostro debito, andremo in default tecnico, nessuno ci darà nulla, diverremo poveri ed i nostri banchieri avranno incamerato, insieme ai gestori di fondi, un’immensa ricchezza.

Secondo me, dovremmo fare tutti un bel passo indietro: far uscire le nostre banche commerciali dalla finanza e farle ritornare ad essere uno strumento di finanziamento delle imprese e delle famiglie. Far uscire dal circuito le banche non virtuose: facciamole fallire e, con loro, i loro banchieri.Togliere ogni tipo di supporto economico alle banche d’affari.

Però, se vogliamo salvare l’Euro e l’Unione, dobbiamo farlo tutti, non solo l’Italia.

Facebook fa votare i suoi utenti: il problema è che nessuno lo sa


Proprio bella questa! Andate a votare prima che arrivi la fatidica data dell’8 giugno, sempre che ne abbiate voglia…

Vi sottopongo il primo sondaggio sul ddl costituzionale sulla Giustizia


Attendo di leggere le vostre risposte!