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proviamo a capire qualcosa di più!

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Appello ai consumatori-talebani Apple


Pronto, cavalier Apple? | Makkox

da “il Post” del 27/08/2012 | Makkox

A me, voi Talebani consumatori Apple, fate un po’ tenerezza.

Si, mi fate un po’ ridacchiare voi che credete che Apple sia una squadra di calcio o, forse, una ONG, una ONLUS; voi che vi sentite di dover difendere a tutti i costi le scelte di un management che guadagna miliardi di dollari con un titolo evidentemente sovraquotato (ma la bolla non è servita a nessuno?) e che vi vende prodotti con un margine enorme.

Bizzarro, no?

In questi giorni, in particolare, tifate e gioite per la vittoria in primo grado della vostra società-divinità in una causa intentata per violazione di brevetti che regalerà alle sue casse più di un miliardo di dollari. Tutto questo perché una giuria ha riconosciuto che la forma rettangolare con gli angoli smussati ed il gesto di allargare i pollici per ottenere l’allargamento di un’immagine (esempi) sono “cose” oggetto di brevetti registrati e, quindi, non replicabili, se non previa il pagamento di una royalty.

Ringrazio di essere nato nella più “civile” Europa (e dovreste farlo anche voi in questo caso) dove è impensabile ottenere questo genere di brevetti! Pensate se Ford avesse brevettato il sistema di trazione su 4 ruote rotonde di gomma, dove sareste ora? Fatevi un esamino di coscienza e pensate che, da una causa come questa, voi non guadagnerete assolutamente nulla. Anzi: perderete la possibilità di accesso alla tecnologia a prezzi decenti e vi scorderete la concorrenza.

Pensate con la testolina per una volta; lasciate perdere Roma, Lazio, Juve, Samsung, Microsoft, Apple. Rimarrete sorpresi, davvero!

Ad Maiora.

Gotti Tedeschi e il conto IOR di JP Morgan Hanno fatto bene a chiudere ogni rapporto


Ettore Gotti TedeschiNel memoriale di Ettore Gotti Tedeschi, l’ex presidente dello Ior indagato per violazione delle norme antiriciclaggio interrogato martedì per alcune ore dai pm della Procura di Roma, viene toccato anche il nodo relativo a un conto Ior che la banca d’affari JP Morgan decise di chiudere a metà di febbraio. Lo si apprende da fonti qualificate. Al segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, che chiede spiegazioni, Gotti sostiene che, a suo avviso, la banca americana aveva giustificati motivi per chiudere i rapporti con lo Ior in quella fase, non avendo ricevuto dall’Istituto le informazioni richieste.

Il memoriale è stato acquisito dagli inquirenti della Procura: in esso ono presenti «alcune decine di allegati», e tra questi dei documenti diretti a diverse autorità vaticane e ai vertici della finanza di Oltretevere. .

UN MILIARDO DI EURO – Il conto Ior di JP Morgan era stato aperto nel 2009 e in poco più di 18 mesi vi era transitato oltre un miliardo. Il conto è stato chiuso, su iniziativa di JP Morgan, alla vigilia della defenestrazione di Ettore Gotti Tedeschi. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Messaggero, quel conto aveva la caratteristica di venire azzerato alla fine di ogni giornata lavorativa con il versamento delle somme del conto stesso su un altro conto dello Ior a Francoforte, in Germania. I magistrati sospettano che quelle somme siano servite a pagare tangenti, anche in relazione all’inchiesta Finmeccanica. Sempre secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, JP Morgan decise di chiudere il rapporto con lo Ior quando si rese cnto che la magistratura di stava interessando con continuità della situazione della banca vaticana.

via Gotti Tedeschi e il conto Ior di JP Morgan «Hanno fatto bene a chiudere ogni rapporto» – Corriere.it.

OH MAMMA MIA!

Se consideriamo che “IOR” è l’acronimo di “Istituto per le Opere di Religione”, cosa ci azzeccano questi conti e movimenti finanziari con l’attività di un’opera religiosa?

Certo non c’è di che scandalizzarsi, visti i trascorsi di questo istituto:

  • Scandalo del Banco Ambrosiano;
  • Scandalo Enimont;
  • Operazione Sofia;
  • Caso Fiorani – BPI;
  • Caso Anemone – Grandi Opere;
  • Cperazioni di riciclaggio.

Quello che però mi sorprende è che questa banca (de facto) sia ancora in piedi e che ancora amministri gli oboli che milioni di persone donano, in buona fede, alla Chiesa Cattolica!!!

Certo non metto in dubbio che buona parte dei proventi delle speculazioni operate sui mercati siano messe a disposizione per beneficenza. Ma di che quota parte stiamo parlando?

Insomma, anche solo leggendo la voce relativa allo IOR su Wikipedia di dubbi ne vengono veramente tanti. Forse troppi.

Perché la Chiesa Cattolica si spertica ancora pervicacemente nel mantenimento di tale istituto e nel mantenere riservato tutto ciò che gira intorno alle sue speculazioni?

Tutto questo non contribuisce a restituire un’immagine chiara e limpida del Vaticano che, ogni giorno di più, ricorda una monarchia assoluta di vecchio stampo, quand’anche non uno “stato canaglia”!

Il sistema bancario ha il cancro – Guido Grossi


Guido GrossiVi invito a leggere questa nota di Guido Grossi Che vi aiuterà a capire quali siano i meccanismi della crisi della finanza che ci sta strozzando pian piano. La sua opinione è, secondo me, condivisibile per buona parte.

I capi di stato stanno confabulando per salvare le banche. Cerchiamo di capire. Il sistema bancario internazionale ha un cancro: la finanza. Si prende tutta la linfa vitale.

E’ solo per questo che non c’è più credito per aziende e famiglie.

Negli ultimi decenni è stato permesso alle banche che fanno credito commerciale di fare investimenti finanziari. Erano vietati. Nuove leggi hanno sistematicamente abolito tutti i divieti mentre il sistema veniva privatizzato. Perché è sbagliato?

Se io compro in borsa un titolo di una azienda che poi fallisce, perdo il mio capitale. Se una banca d’affari fa la stessa cosa, perde i suoi soldi. Ma il resto del mondo va avanti felice.

Se una banca commerciale, che fa depositi e prestiti con famiglie ed aziende specula sui mercati finanziari e perde i soldi.. crea problemi seri ad aziende  e famiglie perché le banche non investono il loro patrimonio privato ma un grossissimo multiplo del patrimonio, utilizzando soldi presi a prestito.

Non ci vuole uno scienziato per capire che è una grave imprudenza. Le attività vanno separate. Eppure, non solo è stato consentito: è stato incentivato. In due modi:

1) I regolamenti “prudenziali” (sic!) obbligano le banche ad avere un proprio patrimonio disponibile per far fronte alle eventuali perdite. Se prestano 100 euro ad una azienda  devono accantonare 8 euro di patrimonio. Se comprano un titolo della stessa azienda devono accantonare solo una piccola frazione di 8 euro. Se comprano un derivato sul quel titolo.. una frazione ancora più piccola. I regolamenti “prudenziali” incentivano l’investimento finanziario a scapito dell’economia reale.

2) Se i soldi vengono indirizzati più sui mercati finanziari che nell’economia reale, nascono inevitabilmente le bolle speculative: i valori dei titoli salgono anche se l’economia reale è ferma. Cosa fanno le banche centrali quando i mercati finanziari oscillano? Regalano montagne di liquidità alle banche private. Così le bolle continuano. Si spostano, continuano a crescere fino a livelli insostenibili.

Perché lo fanno, sono matti? Ignoranti? No, sono in conflitto d’interesse.

Le speculazioni finanziarie hanno provocato buchi enormi nei bilanci delle banche private. Nello stesso tempo, però, hanno arricchito i loro manager ed i loro migliori clienti.  Poche grandi banche d’investimento internazionali legate da intrecci azionari controllano tutta l’operatività sui mercati finanziari e sono in posizione tale da poter privilegiare alcuni clienti importanti, quelli che non perdono quasi mai, che hanno l’informazione giusta al momento giusto.

Si è creata prevalentemente così – e non con la bravura di qualcuno né con il sudore della fronte – l’élite. Il famoso 1% della popolazione mondiale che dall’altalena delle bolle speculative ha tratto enormi benefici. Assieme ad un potere immenso con il quale ha potuto “comprare” la politica, l’informazione, la ricerca che avalla un certo tipo di cultura e ci infila nella testa i miti della crescita, della competizione, dei mercati e quant’altro. Un potere che è riuscito ad influenzare i governi, le banche centrali, le istituzioni sopra nazionali che disegnano e mettono a punto il modello.

Chi fa i regolamenti “prudenziali”? Chi gestisce le banche centrali? Chi deve decidere se far scoppiare le bolle speculative e far fallire le banche oppure salvarle?

Organismi al confine fra il pubblico e il privato, nei quali le persone che decidono non sono scelte con metodi elettivi e democratici: sono cooptate all’interno di una cerchia di persone non propriamente larga, nata e cresciuta nella cultura neo liberista. Magari convinti in buona fede che sia il sistema migliore per far progredire il mondo. Persone comunque ricche, che appartengono all’élite ed hanno propri ingenti patrimoni personali il cui valore è fortemente legato a quel sistema.

Non ci interessano le teorie complottiste. Usiamo tempo ed intelligenza per osservare i fatti. Torniamo alle banche, piene di buchi nei bilanci. Buon senso vorrebbe che le perdite degli investimenti finanziari si esauriscano per quello che sono: capitale bruciato. Chi ha sbagliato paga e chi lo ha fatto per conto d’altri perde il posto. Vi sembra che prevalga il buon senso?

L’attuale classe dirigente e le persone che dovrebbero tirarci fuori dai problemi, cosa decideranno: di lasciar svanire quel castello di carta come sarebbe giusto? O si arrampicherà sugli specchi per salvare il salvabile del castello nel quale sono stabilmente insediati?

Con la scusa che le banche fanno anche credito commerciale, e che quindi se falliscono rovinano le aziende e le imprese… ci stanno raccontando che è nostro dovere salvarle!

Sono ammalate di cancro. Non sono curabili. Ma ci chiedono sacrifici enormi per attaccarle alla spina e salvarle.

Alzi la mano che ha udito una proposta proveniente dagli stessi ambienti che miri a curare il male alla radice. Pannicelli caldi: Tobin tax, blind trust, nuovi regolamenti, agenzie di supervisori.. Ma pensano che la gente abbia tutta l’anello al naso??

E’ tristissimo dover constatare quanto le Istituzioni dell’Unione Europea – che non ha mai avuto il coraggio di farsi Stato – si siano trasformate in strumento di difesa acritica dei mercati finanziari. Ci raccontano che, se non salviamo le banche (queste banche piene di cancro finanziario), studi autorevoli prevedono: “crollo dell’economia.. crollo degli stati.. Inflazione incontrollabile, recessione, disperazione”. Ci spaventano per indurci ad accettare nuovi  sacrifici. Nuovo debito pubblico che con l’altra mano ci stanno imponendo di ridurre!!

L’unica certezza è che se fallissero queste  banche, a crollare con fragore sarebbe sicuramente la ricchezza ed il potere dell’élite che da questo sistema privato ha tratto enormi e ingiustificati profitti e privilegi. Solo dalla separazione delle due attività e dal conseguente fallimento della finanza, si potranno liberare, finalmente, le risorse per la crescita del benessere dei cittadini.Un buon motivo per tentare di toglierci la democrazia: i cittadini sovrani sanno esattamente quale scelta sia più giusta e conveniente.