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proviamo a capire qualcosa di più!

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Bracciano (Roma): chiude la discarica di Cupinoro. Qualche domanda.


Comunicato Stampa Comune di Bracciano - Chiusura Discarica CupinoroEbbene si! Dopo anni di proteste, di “mal di pancia” dei braccianesi, dopo anni di chiacchiere sui dipendenti e sulle diverse cause del deficit della Bracciano Ambiente (società titolare della gestione della discarica) la discarica di Cupinoro chiuderà!

Eh si! Come si legge dal comunicato stampa di cui sopra (trovate l’originale QUI in formato .pdf), in mancanza della A.I.A., quindi senza permesso di scavare nuovi invasi, la discarica è ormai esaurita. Perciò i 25 comuni del bacino che hanno scaricato i propri rifiuti, trattati e non, dovranno organizzarsi diversamente. Come? Questo a dire il vero non lo sappiamo. Lo possiamo intuire ma nessuno ad oggi ci ha detto nulla.

Benché si dica il contrario, questo comunicato mi suona implicitamente un po’ un ricatto verso la popolazione che tanto ha protestato contro l’operato della Bracciano Ambiente e contro la stessa esistenza della discarica in area di interesse naturalistico:

“A seguito dell’attuale chiusura restano aperte problematiche di diversa natura: l’individuazione di un nuovo sito per il trattamento e il conferimento dei rifiuti che la Regione dovrà indicare ad ognuno dei 25 Comuni del bacino con conseguenti inevitabili aumenti dei costi a carico delle popolazioni; la bonifica ambientale e relative operazioni di controllo e monitoraggio sull’attuale sito; i livelli occupazionali ancora garantibili.”

Nel paragrafo su citato mi pare si voglia dire: adesso bisogna trovare un posto dove conferire i rifiuti che fino ad oggi non rappresentavano un problema, bisognerà pagare per farlo, per trattare, per trasportare, per bonificare la discarica e per controllarla. E, cari concittadini, adesso dovrete pagarla cara.

A prescindere dal fatto che ognuno sulla discarica la pensa come vuole (io per esempio sarei stato a favore del nuovo invaso, magari con un bacino di conferimento ridotto, e della creazione di un impianto moderno di TMB; dello svecchiamento dell’organico della Bracciano Ambiente e di un maggior controllo della stessa), il paragrafo mi da molti spunti e mi fa sorgere molti interrogativi:

  1. Se l’area è veramente di interesse naturalistico, come si è pensato di poter ottenere l’autorizzazione integrata ambientale per un altro invaso “enorme”?
  2. si paga già la TARES oggi, cosa dovrebbe cambiare in futuro? Non mi si venga a dire che la gestione “in house” dei rifiuti oggi ci costa meno perché questo non traspare dal livello di tassazione locale;
  3. Teoricamente dovremmo anche risparmiare, visto che la Bracciano Ambiente costa 1.000.000€ di più di quanto rende (allucinante: Bracciano è l’unico paese in Italia a perderci con la gestione di una discarica. La Camorra avrebbe fatto festa un mese con tutti i soldi che avrebbe potuto intascare con una gestione di una discarica “alla luce del sole”);
  4. Abbiamo già una società da noi pagata che potrebbe trattare i rifiuti, curarne il trasporto, bonificare l’area della vecchia discarica, monitorare il sito. Perché dovremmo pagare di più? Qual è la ratio?
  5. Negli anni, se non erro, si sarebbero dovute accantonare riserve di bilancio della B.A. proprio per la bonifica ambientale degli invasi e del loro monitoraggio. Se questo è stato fatto, perché viene sottolineata la possibilità di un aumento dei costi legato a questa prospettiva? Se non è stato fatto, perché? Qualcuno ce lo spieghi.
  6. Non entro nel merito della questione relativa alla perdita di livelli occupazionali perché credo sia un falso problema. Di quanti lavoratori stiamo parlando? Quanti in percentuale sulla popolazione? Non credo che tutti possano essere licenziati. Abbiamo bisogno, come già detto, di risorse per la raccolta differenziata, per il mantenimento del decoro stradale e dei posti pubblici, per il trasporto, per il monitoraggio del sito.

Certo gli scenari potrebbero anche cambiare quand’anche il Comune (proprietario di fatto della B.A.) decidesse di affidare i servizi di cui sopra a terzi. In questo caso la B.A. verrà smobilitata? Verrà venduta a detti terzi affinché possano accaparrarsi gli appalti? Con che costi/benefici per la popolazione?

Insomma, di interrogativi ce ne sono molti. Ancora non ci sono risposte ma solo “minacce” velate per ora.

Attendiamo con fiducia l’evolversi della situazione e, magari, qualche risposta. Mal che vada Bracciano ed i suoi cittadini ci rimetteranno come al solito; come ormai succede da anni con TUTTE le amministrazioni che si sono succedute alla guida del Comune e della discarica.

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La coerenza di Berlusconi e Pannella


Frodo Berlusconi e Gandalf Pannella Lord of the ringsDal Corriere.it: “Firma dopo firma Silvio Berlusconi ha finito per sottoscrivere anche i referendum per abrogare le leggi fatte dal suo governo e che da sempre sono un cavallo di battaglia del centro-destra. Sabato al gazebo dei Radicali in Largo Argentina il Cavaliere non si è infatti limitato a firmare i referendum sulla giustizia, ma anche quelli che chiedono l’abrogazione della Bossi-Fini sull’immigrazione, le norme sul carcere per i piccoli spacciatori e persino l’abrogazione dell’8 per mille, affinchè restino allo Stato le somme per le quali il contribuente non fornisce alcuna indicazione.”

Ovviamente, dopo aver firmato, il sig. Berlusconi (eh si, non è più Cavaliere) si è affrettato a giustificarsi con i suoi che, magari, per partorire quelle leggi ci hanno anche messo un po’ del loro tempo: “Si tratta di quesiti sui quali non sono d’accordo -ha tenuto a precisare l’ex premier- ma ci metto la faccia perché credo giusto che gli italiani si esprimano anche su questi argomenti”.

Certo si, come no? Ci crediamo per questa volta, va’!

Secondo me, come per molti altri, la sua firma l’ha messa con un solco più profondo sui quesiti referendari interenti la Giustizia ed i giudici, vedi:

  1. Responsabilità civile dei magistrati;
  2. Magistrati fuori ruolo;
  3. Custodia cautelare;
  4. Ergastolo (forse riesce ad arrivare pure a quello);
  5. Separazione delle carriere (se ci riuscisse stapperebbe un Cru di almeno 50 anni).

Diciamo che per i prossimi processi, se i quesiti avessero successo, avrebbe qualche chance in più di cavarsela con poco o niente.

Ma di Berlusconi ormai non ci stupiamo più.

Chi mi stupisce veramente è Pannella ed i Radicali tutti: si farebbero fare qualsiasi cosa (sono stato “fair”) pur di far breccia con i loro referendum. Dal basso del loro 0,X% hanno bisogno di quanta più visibilità possibile, non importa verso quale schieramento si dovessero “prostituire”.

Dico la verità: quando ero giovane il mio voto era Radicale e così è stato per anni.

Mi giustifico: ero ingenuo e credevo molto negli ideali proposti da questi signori. Ma dopo aver visto i vari Rutelli, Capezzone, et similia cosa rimane degli ideali? “Una beata minchia”! (cit. Cetto Laqualunque).

Pannella, Perduca, etc. continuano politicamente a campare solo grazie a queste sparate mediatiche e riescono quindi ad alimentarsi ancora di un briciolo ci consenso che paga loro lo stipendio.
Chi se ne frega se si parla di Amnistia, Grazia. Chi se ne frega se quella poca giustizia, faticosamente ottenuta, venisse vanificata dalla mancata certezza della pena. E chi se ne frega se, oltre a Berlusconi, ci troveremo un’orda di delinquenti “comuni” di nuovo in giro,  giusto?

L’importante è che i radicali continuino ad esistere e che Berlusconi abbia salvo il culo.

Personalissima analisi della campagna elettorale


schieramenti politiche 2013

Che campagna elettorale di merda stiamo “subendo” in questo periodo?

Tutti i programmi letti in questi 2 mesi parlano di: fare questo, fare quell’altro, pagare di meno, spendere di più per questo e quello.

Ma gli italiani lo sanno a quanto ammonta il nostro debito? Lo sanno che forse si renderà necessaria un’altra manovra per pagarne gli interessi? Lo sanno che a luglio aumenterà l’IVA di un altro punto percentuale, come già programmato? Evidentemente no.

E invece stiamo qui a parlare di riduzione dell’IRAP, di abolizione dell’IMU sulla prima casa.

Ma dove li dovrebbe prendere i soldi lo Stato? Dalla riduzione dei parlamentari? ma per favore!

Quanto ci piace farci prendere per il culo! Guardate bene tra le pieghe di quello che leggete, fatelo per voi.

Quando qualcuno vi dice che farà qualcosa a titolo oneroso chiedetegli anche dove troverà le risorse per farlo!

Lo sapete che il programma del PDL, per esempio, costa qualcosa come 60 miliardi di Euro? Quello del PD circa 12 miliardi e quello di Monti circa 30 miliardi? No? MALE!

 Quello di Grillo nemmeno lo prendo in considerazione perché a livello di politica economica sembra solo una lista di belle intenzioni e non dice un cazzo di pratico.

Se volete continuare a vivere in un paese con una speranza futura, preoccupatevi di votare chi vi dirà che non ridurrà subito le tasse, scemi di guerra!

Votate chi vi dirà che, piuttosto, nel medio termine farà le grandi riforme a costo zero che frenano l’economia reale ed il lavoro:

  • riforma della giustizia;
  • riforma dell’apparato burocratico;
  • separazione delle banche di affari dalle banche commerciali;
  • riduzione del debito.

Qualcuno ne parla? Mi sa di no…

Ebbene queste sono le riforme che frenano gli investimenti, che frenano la ripartenza dell’economia, l’export (nostra unica salvezza visto che la domanda interna è e sarà a livelli da seconda guerra mondiale ancora per molto) e la creazione di posti di lavoro.

Svegliatevi vecchi sonnecchiatori che guardate questi politici in TV e nelle piazze!  

SPEGNETE LA TV E NON IL CERVELLO!

Si può ridurre la spesa pubblica se da essa deriva il 50% del PIL?


Gian Maria Gros Pietro

L’economista Gian Maria Gros Pietro

Molto interessante lo spunto dato dall’economista Gianmaria Gros Pietro durante l’intervista con Sebastiano Barisoni su Radio24:

Intervista Gros Pietro – Radio24 (mp3)

come faranno i prossimi governanti italiani a risanare i conti se quasi il 50% del PIL italiano è fatto dalla spesa pubblica stessa?

Come a dire: vinceranno sempre le elezioni coloro che comunque permetteranno il perdurare, se non il crescere, della spesa dello Stato?

Per anni questa è stata la tendenza di tutti i governi che si sono succeduti alla guida del Paese. Effettivamente poi gli ultimi governi di destra hanno sfruttato ancora di più questa leva per acquistare consenso, quindi la spesa è aumentata a dismisura.

Cosa ci aspetta per i prossimi anni? Un’ottimizzazione? Taglio degli sprechi e dei privilegi? Ancora tagli? E quali saranno i settori maggiormente colpiti?

Banchieri centrali uniti sulla rottura dell’Euro


Financial Times Logo“At least one country will leave the eurozone in the next five years, according to a survey of central bank reserve managers who collectively control more than $8,000bn.

The results of the poll, conducted by UBS, highlight the concern among some of the world’s top central bank officials ahead of the Greek election this weekend that is widely seen as a pivotal moment for the future of the single currency.”[CUT]

via Central bankers brace for euro break-up – FT.com By Jack Farchy

Almeno un paese lascerà la zona Euro entro i prossimi 5 anni, secondo un sondaggio dei gestori di riserve delle banche centrali che controllano complessivamente più di 8.000 miliaridi di dollari.
I risultati di questo sondaggio condotto da UBS evidenziano la forte preoccupazione di alcuni alti funzionari provenienti dal mondo delle banche centrali e sono stati pesati in base al risparmi gestito da ogni singolo istituto.
I banchieri centrali ed i gestori di fondi hanno detto che la rottura dell’area Euro è attualmente il rischio più elevato per tutta l’economia globale, e lo sarà per i prossimi 12 mesi.
Le loro idee sono in contrasto netto con i tentativi di alcune banche centrali di rafforzare la fiducia nella moneta unica. Ma questi gestori, le loro riserve e le loro decisioni su come allocare le loro risorse hanno un’influenza molto significativa sui mercati dei cambi.
La prospettiva di una rottura dell’area Euro ha innervosito gli investitori di tutti i tipi negli ultimi mesi, provocando una forte spinta alla vendita di azioni europee, un salto dei rendimenti obbligazionari dei governi periferici della zona Euro e uno scivolone della moneta unica.
All’incertezza sul futuro della Grecia -che si paleserà sempre di più con le cruciali elezioni di questo fine settimana- si è andata a sommare la crisi bancaria spagnola e tutto questo sta minando la fiducia degli investitori che stanno spingendo per una diversificazione dei portafogli lontano dalla zona Euro.
La banca nazionale svizzera ha rivelato il mese scorso di aver raddoppiato la sua dotazione in sterline nel primo trimestre, avendo ridotto consequenzialmente l’esposizione in Euro. Gli analisti e gli operatori ci dicono che, ovviamente, i gestori di riserve hanno fatto lo stesso.
La cautela dei gestori di riserve sul futuro dell’Euro è stato confermato nelle loro previsioni: si prevede che entro la fine dell’anno l’Euro sarà negoziato tra 1,15 e 1,25 dollari, rispetto all’attuale livello di 1,26 dollari.
Addirittura una piccola minoranza sostiene che l’Euro non esisterà più entro la fine dell’anno.
In contrasto con tutto questo, le banche centrali ed i fondi sovrani (SWF) sono più propensi per una tendenza al rialzo delle quotazioni dell’oro: si prevede che il metallo prezioso, insieme al debito dei mercati emergenti, sarà l’asset maggiormente performante da qui alla fine dell’anno.
Il prezzo dell’oro è rimasto fermo quest’anno fino ad ora poiché gli investitori diffidano della sua capacità di agire come bene rifugio in tempi di crisi; comunque giovedì è stato scambiato a 1.620,70$/oncia, in crescita del 3,5% rispetto all’inizio del 2012.

Insomma, ce n’è di che preoccuparsi: le istituzioni bancarie sovrane europee si preoccupano di salvare l’Euro, i loro funzionari e gestori, al contrario, NO!

Il nostro debito cresce continuamente, la spesa non si riduce. Tutto ciò che incameriamo come riduzione della spesa o da maggiori entrate fiscali (siamo in recessione, non si parla di aumenti delle entrate derivanti da un aumento del PIL  ma solo di un aumento derivante dal maggior carico) lo utilizziamo per foraggiare la finanza e la burocrazia.

La prospettiva è che domani nessuno comprerà il nostro debito, andremo in default tecnico, nessuno ci darà nulla, diverremo poveri ed i nostri banchieri avranno incamerato, insieme ai gestori di fondi, un’immensa ricchezza.

Secondo me, dovremmo fare tutti un bel passo indietro: far uscire le nostre banche commerciali dalla finanza e farle ritornare ad essere uno strumento di finanziamento delle imprese e delle famiglie. Far uscire dal circuito le banche non virtuose: facciamole fallire e, con loro, i loro banchieri.Togliere ogni tipo di supporto economico alle banche d’affari.

Però, se vogliamo salvare l’Euro e l’Unione, dobbiamo farlo tutti, non solo l’Italia.

Gotti Tedeschi e il conto IOR di JP Morgan Hanno fatto bene a chiudere ogni rapporto


Ettore Gotti TedeschiNel memoriale di Ettore Gotti Tedeschi, l’ex presidente dello Ior indagato per violazione delle norme antiriciclaggio interrogato martedì per alcune ore dai pm della Procura di Roma, viene toccato anche il nodo relativo a un conto Ior che la banca d’affari JP Morgan decise di chiudere a metà di febbraio. Lo si apprende da fonti qualificate. Al segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, che chiede spiegazioni, Gotti sostiene che, a suo avviso, la banca americana aveva giustificati motivi per chiudere i rapporti con lo Ior in quella fase, non avendo ricevuto dall’Istituto le informazioni richieste.

Il memoriale è stato acquisito dagli inquirenti della Procura: in esso ono presenti «alcune decine di allegati», e tra questi dei documenti diretti a diverse autorità vaticane e ai vertici della finanza di Oltretevere. .

UN MILIARDO DI EURO – Il conto Ior di JP Morgan era stato aperto nel 2009 e in poco più di 18 mesi vi era transitato oltre un miliardo. Il conto è stato chiuso, su iniziativa di JP Morgan, alla vigilia della defenestrazione di Ettore Gotti Tedeschi. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Messaggero, quel conto aveva la caratteristica di venire azzerato alla fine di ogni giornata lavorativa con il versamento delle somme del conto stesso su un altro conto dello Ior a Francoforte, in Germania. I magistrati sospettano che quelle somme siano servite a pagare tangenti, anche in relazione all’inchiesta Finmeccanica. Sempre secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, JP Morgan decise di chiudere il rapporto con lo Ior quando si rese cnto che la magistratura di stava interessando con continuità della situazione della banca vaticana.

via Gotti Tedeschi e il conto Ior di JP Morgan «Hanno fatto bene a chiudere ogni rapporto» – Corriere.it.

OH MAMMA MIA!

Se consideriamo che “IOR” è l’acronimo di “Istituto per le Opere di Religione”, cosa ci azzeccano questi conti e movimenti finanziari con l’attività di un’opera religiosa?

Certo non c’è di che scandalizzarsi, visti i trascorsi di questo istituto:

  • Scandalo del Banco Ambrosiano;
  • Scandalo Enimont;
  • Operazione Sofia;
  • Caso Fiorani – BPI;
  • Caso Anemone – Grandi Opere;
  • Cperazioni di riciclaggio.

Quello che però mi sorprende è che questa banca (de facto) sia ancora in piedi e che ancora amministri gli oboli che milioni di persone donano, in buona fede, alla Chiesa Cattolica!!!

Certo non metto in dubbio che buona parte dei proventi delle speculazioni operate sui mercati siano messe a disposizione per beneficenza. Ma di che quota parte stiamo parlando?

Insomma, anche solo leggendo la voce relativa allo IOR su Wikipedia di dubbi ne vengono veramente tanti. Forse troppi.

Perché la Chiesa Cattolica si spertica ancora pervicacemente nel mantenimento di tale istituto e nel mantenere riservato tutto ciò che gira intorno alle sue speculazioni?

Tutto questo non contribuisce a restituire un’immagine chiara e limpida del Vaticano che, ogni giorno di più, ricorda una monarchia assoluta di vecchio stampo, quand’anche non uno “stato canaglia”!

Tv, Europa condanna Italia a pagare 10 milioni di euro all’emittente Europa 7


Logo Italia7MILANO – La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per non avere concesso per 10 anni le frequenze all’emittente televisiva Europa 7 di Francescantonio Di Stefano. La Corte ha riconosciuto all’imprenditore 10 milioni di euro per danni materiali e morali contro una richiesta di due miliardi di euro

CHIESTI DUE MILIARDI – Con la sentenza i giudici hanno stabilito che nel negare le frequenze a Europa 7 le autorità italiane hanno violato il diritto alla protezione della proprietà privata e quindi causato un danno economico all’emittente. Il proprietario di Europa 7, Francescantonio Di Stefano aveva chiesto più di due miliardi di euro, ma durante l’udienza pubblica che ha avuto luogo lo scorso ottobre i difensori dello Stato italiano hanno sottolineato che Di Stefano è stato già risarcito nel 2009, quando il Consiglio di Stato gli ha riconosciuto una compensazione di un milione di euro. Oltre alla questione strettamente economica, i giudici dovranno stabilire tra l’altro se le scelte del governo siano state dovute a reali impedimenti tecnici, oppure, come sostenuto da Di Stefano, da motivazioni politiche.

via Tv, Europa condanna Italia a pagare 10 milioni di euro all’emittente Europa 7 – Corriere.it.

Ma vi sembra corretto che lo Stato, quindi NOI CONTRIBUENTI si debba pagare per 10 anni di occupazione abusiva di frequenze PUBBLICHE da parte delle aziende del Presidente del Consiglio allora in carica?

Se fossi in Monti promuoverei IMMEDIATAMENTE la richiesta di un’azione risarcitoria contro Mediaset e mi metterei a lavorare su un provvedimento serio che argini finalmente il conflitto di interessi. Questi provvedimenti già da soli dovrebbero migliorare strutturalmente la pluralità dell’informazione in Italia ed arginerebbero in parte anche il danno inflitto dal Parlamento a noi cittadini nei giorni scorsi con l’elezione dei commissari dell’AGCOM (vedi mio articolo di ieri).

Il bello è che tutto questo non è nemmeno lontanamente nell’agenda del Governo!

Mario Draghi aiuta le banche dell’area Euro. Ma le banche vorranno aiutarCI o aiutarSI?


Misure Euro

La Banca centrale europea ha erogato 489,19 miliardi di euro

Come da oggetto, la BCE nella giornata di ieri ha erogato 489,19 miliardi di euro nel suo primo rifinanziamento a scadenza 3 anni, a favore delle banche commerciali che operano nell’area euro.

Per descrivere l’operazione riprendo un articolo uscito oggi, 22/12/2011, sul Sole 24 Ore:

Si tratta della prima di queste nuove operazioni di durata insualmente prolungata, decise a inizio dicembre dall’istituzione di Francoforte su liquidità supplementari a condizioni agevolate a favore degli istituti di credito. L’ammontare comunicato ha oltrepassato le attese medie, che fino a ieri sera si aggiravano tra 250 e 300 miliardi di euro anche se i margini erano molto ampi tra gli analisti. Soprattutto queste manovre della Bce hanno riportato fiducia sui mercati in quanto si è creata l’attesa che almeno in parte le banche possano utilizzare questi fondi a bassi costi – i tassi sono prefissati all’1 per cento – per acquistare titoli di Stato dei paesi dell’area euro, lucrando sul differenziale dei rendimenti. La Bce ha puntualizzato di aver ricevuto richieste di rifinanziamenti da 523 banche. Successivamente alla pubblicazione dei dati le Borse hanno registrato accelerazioni sui precedenti rialzi, mentre l’euro è schizzato a 1,3172 dollari. La richiesta delle banche italiane all’asta Bce di oggi supera i 110 miliardi, secondo fonti di mercato consultate da Radiocor. All’ammontare di 40,4 miliardi di euro resi noti in mattinata per le richieste di quotazione sul mercato MoT sono da aggiungere, infatti, le richieste di quotazione di titoli su altre piazze internazionali. Da un avviso pubblico di Borsa Italiana, infatti, era emerso che quattordici banche italiane, compresi i big Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno quotato 40,44 miliardi di bond con garanzia statale. La notizia è strettamente legata all’asta dell’Eurotower perché questi titoli possono essere utilizzati come collaterali (cioè come garanzia per ottenere i fondi). I documenti di Borsa Italiana mostra come l’ammontare più alto sia quello di Intesa Sanpaolo, con 12 miliardi, seguita dal Monte dei Paschi (10 miliardi) e Unicredit (7,5).

Ora, dov’è la particolarità di questa operazione?

E’ presto detto: la BCE ha prestato alle banche soldi con un tasso di interesse dell’1% pretendendo in cambio come garanzie solo dei  collaterali di pari importo del prestito richiesto, quindi titoli di stato, bond spazzatura, etc.

Quindi le nostre banche ora possono rifiatare. Ma è gusto che abbiamo sollievo loro o la nostra economia reale?

Mi spiego meglio. Con questi soldi le banche hanno 2 scelte principali:

  1. Prendere i soldi a prestito all’1% e reinvestirli in titoli ad alto rischio con cedole e interesse alto (BTP, BOT, Bonos, Etc.); con questa modalità, senza fare niente, si troverebbero a scadenza con un guadagno NETTO di almeno il 5% senza essersi per nulla sforzate, ma continuando ad assumersi un rischio finanziario che è attualmente già fuori controllo e che ha portato alla loro scarsa patrimonializzazione. Questa operazione però porterebbe anche un’innegabile vantaggio: il rifinanziamento del nostro debito pubblico con conseguente riduzione dello spread tra BTP e Bund, ed il Governo sarebbe in un certo qual modo contento.
  2. Prendere i soldi all’1% di interesse ed investirli sull’economia reale, sul territorio, per le famiglie e le PMI, per evitare il credit crunch che viene giornalmente evocato come spauracchio dell’economia italiana; potrebbero dunque riprendere a concedere mutui, credito alle imprese, etc. a tassi magari alti ma sostenibili; potrebbero ridar fiato al PIL ed evitare in parte questa fase recessiva impellente. Anche in questo caso il governo dovrebbe essere contento perché potrebbe riportare entro valori accettabili il rapporto Debito/PIL.

Secondo voi, cosa faranno i nostri beneamati banchieri (secondo me il problema non sono le banche ma i banchieri)? Saranno in qualche modo controllati dalla Banca d’Italia? Sarà permesso loro di continuare a lucrare indisturbati con un rischio elevatissimo per il Paese? Potranno continuare ad attribuirsi premi faraonici mentre la nostra economia arranca pericolosamente?

Voi cosa ne pensate?