Un blog molto personale…

proviamo a capire qualcosa di più!

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Quel coltello pronto a uccidere ancora (Adriano Sofri).


Come Europa, cosa stiamo facendo per “arginare” i nuovi barbari? Parliamo di guerra giusta o ingiusta, legittima o illegittima. D’altronde non siamo neanche stati capaci di costruire un esercito unito. Non abbiamo una posizione chiara o, quantomeno, non la traduciamo in azioni concrete. l’IS va spazzato via, senza se e senza ma.

Voglio vedere se parleremo ancora della violenza colonialista quando ci troveremo questi pazzi alle porte.

Triskel182

L’orrore messo in mostra dai barbari contemporanei pronti a colpire ancora L’esecuzione del reporter Usa è il modo con il quale gli uomini dell’Esercito islamico sfidano Obama e l’Occidente. E solo adesso che è intervenuto papa Francesco, anche l’Europa si muove. Il video.

ERBIL – DOPO l’8 agosto, quando gli aerei americani avevano cominciato a bombardare le postazioni dello “Stato Islamico”, i suoi portavoce li hanno
derisi e sfidati.

SIETE una banda di vigliacchi, scendete sulla terra e vediamocela da veri uomini». Più o meno così, le parole sono quelle di sempre fra “veri uomini”: «Scendi, se hai il coraggio!». I veri uomini dell’Is stavano appunto valorosamente sgozzando gente inerme, violentando madri e sorelle davanti a figli e fratellini, sghignazzando delle implorazioni dei vecchi, e insomma tutta la vecchia eterna vigliaccheria dei veri uomini.

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[CENSURATO] L’anello di congiunzione tra il Bilderberg, l’Euro, la BCE, il MES, la Merkel e Obama


ComplottoEcco il link del servizio che nemmeno le Iene, Servizio Pubblico, Crozza, Fazio hanno voluto mandare in onda.

Facebook l’ha oscurato dopo nemmeno 30 secondi dalla pubblicazione. Twitter non lo fa nemmeno inserire.

Il Fatto, Travaglio e Scanzi, unitamente alle maggiori testate giornalistiche, nemmeno hanno pensato di farci un articolo: troppo scottante.

Si pensa che ci siano persino collegamenti con la morte di Osama e il disastro aereo di Ustica.

Diffondete! Chi con condivide è complice!

Ecco a voi il video: condividete questo articolo!

Apple presenta i nuovi iPad: sono davvero innovativi rispetto agli altri?


Ebbene si! ieri sono stati ufficialmente presentati i nuovi iPad di casa Apple nel solito evento preceduto da annunci e fanfare varie.

Come già ho avuto modo di constatare, negli ultimi tempi non è che Apple abbia brillato in innovazione. Anzi, mi pare la casa della mela morsicata si sia semplicemente allineata alle best practice degli altri produttori ugualmente blasonati. Leggasi Google ed Amazon.

Finalmente Apple ha traghettato sui suoi iPad mini il display Retina: bello sforzo!

Tabella confronto tablet Apple iPad Air Amazon Kindle Fire Google Nexus 7

[Fonte: Gizmodo USA]

Alla fine i competitor avevano gli stessi valori già da tempo; pensate che gli ingegneri di Cupertino hanno raggiunto il siderale valore di 326 DPI!

Credo che per questo mi strapperò le vesti.

Si dice che anche a livello di fotocamera e di ottiche utilizzate la differenza non sia poi così sostanziale.

Certo lo spessore ed i materiali utilizzati possono essere discriminanti. Ma vale la pena di spendere 100 dollari in più (che verranno trasformati automagicamente in più di 100€ per l’italica versione) per un device che, nella pratica, non è poi così differente dai più economici competitor?

Ovviamente i facoltosi fan della mela risponderanno “SI, certo! in definitiva, per i miei 450€/mese di stipendio Co.Co.Pro., 479€ sono pochissimi!”.

Il senso di questa affermazione è comprensibile se si considerano anche il sistema operativo super collaudato e affidabile (sistema decisamente chiuso) ed il livello insuperabile di assistenza. Argomenti questi che però sono contestabili dagli utenti Android (o Windows) per motivi già sviscerati in migliaia di discussioni in rete (Android è un sitema aperto; posso collegarlo via usb e farci quel che voglio, etc.).

Ritornando a bomba all’inizio dell’articolo: non posso far a meno di constatare che la vena creativa ed innovativa di Apple sia ormai definitivamente smarrita. Gli innovatori sono altri ormai, sia che si chiamino Google, Samsung o LG, Amazon, etc.

La differenza si pesa, per quanto mi riguarda, solo sui materiali “pregiati” e sulla qualità costruttiva.

Una volta che sarà introdotto sul mercato una specie di Nexus fatto di alluminio e materiali decenti non plasticosi allora gli iPad saranno finiti.

Voi cosa ne pensate?

Nelle mani “responsabili” di Scilipoti


Domenico ScilipotiLeggi l’articolo di Tommaso Ederoclite sulle ultime “responsabili” dichiarazioni di Domenico Scilipoti

Scilipoti. Ancora Scilipoti. I governi si succedono ma la figura (Quale?) di Scilipoti si infila sempre nelle discussioni anche se totalmente inutile.
Vogliamo ancora parlarne? Io direi di stendere un velo pietoso sulla sua figura.
Lasciamolo da solo alla ricerca di una nuova “casa”.
Tommaso: evviva l’irresponsabilità  se anche Scilipoti si riscopre responsabile.

 

Che succede se il fotovoltaico sta in piedi senza incentivi?


Pannelli solariBellissimo e, soprattutto, chiarissimo questo articolo che prova a fare luce sull’utilizzo delle rinnovabili in Italia. Il quadro è chiarissimo e perfettamente delineato. Ora qualcuno dovrà  pur prendere una posizione chiara, intendo il Governo, l’Autorità  per l’Energia o la stessa Enel (leggasi: Enel Green Power).

Bisogna decidere cosa vogliamo fare da grandi con i nostri inesauribili tesori: sole, vento e mare! Bisogna decidere di investire pesantemente sulla rete e sulla ricerca (leggasi: smart grid)!

Ormai è chiaro, e anche l’articolo in questione ci aiuta a fare luce su questo argomento, che i conti economici delle bollette rinnovabili si reggono benissimo anche senza incentivi. Mettiamoci anche che l’efficienza dei pannelli è aumentata ed aumenterà  ogni anno di più. Quindi perché non investire?

Ci vuole una scelta coraggiosa che ci porti a tagliare la dipendenza dai combustibili fossili in favore di un politica energetica più sostenibile ed economica! Siamo pronti a sostenere questa scelta?
Read the Article at HuffingtonPost

Magistrati e genitori fanno a gara a chi è più imbecille?


Vignetta scuolaRiporto una parte dell’articolo che leggo oggi sul Corriere:

Ad avviso della Suprema Corte – sentenza 34492 – l’insegnante Giuseppa V., docente di una scuola media statale di Palermo, è senz’altro colpevole «di aver abusato dei mezzi di correzione e di disciplina» ai danni dello studente G.C., per averlo «mortificato nella dignità» venendo così meno al «processo educativo in cui è coinvolto un bambino», ossia – aggiunge la Cassazione rifacendosi alla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia – «una persona sino all’età di 18 anni». «Non può ritenersi lecito l’uso della violenza, fisica o psichica, distortamente finalizzata a scopi ritenuti educativi», afferma la Cassazione, «e ciò sia per il primato attribuito alla dignità della persona del minore, ormai soggetto titolare di diritti e non più, come in passato, semplice oggetto di protezione (se non addirittura di disposizione) da parte degli adulti». E sia perché – prosegue la sentenza – «non può perseguirsi, quale meta educativa, un risultato di armonico sviluppo di personalità, sensibile ai valori di pace, tolleranza, convivenza e solidarietà, utilizzando mezzi violenti e costrittivi che tali fini contraddicono».

via Fa scrivere 100 volte «sono un deficiente» Cassazione condanna professoressa – Corriere.it.
Mi vien da dire: “Vavaff…”!!!!

Sarò retrogrado, sarò antidiluviano, sarò un potenziale tiranno, sarò un pessimo educatore dei miei figli ma… da quando la Magistratura può decidere cosa è giusto insegnare, o meno, ad un bambino?

Badate: io non sono contro i magistrati ma, in questi casi, trovo che non si possa far ricorso alla Giustizia per protestare contro i metodi educativi di un insegnante. E, soprattutto, che un magistrato possa decidere cosa e come insegnare; infatti si presume abbia studiato giurisprudenza ed i codici, non pedagogia!

Mi sembra che si stia passando il segno! Un magistrato non dovrebbe occuparsi di questo e soprattutto comminare una pena così severa, considerando l’inezia per la quale l’insegnante è stata ritenuta colpevole (poi colpevole di cosa???).

Non capisco che violenza psicologica ci sia nel far scrivere una frase 100 volte ad un bambino bullo (il bambino era stato punito in seguito ad episodi di bullismo nei confronti di altri bambini). Come dovrebbe sentirsi il bambino vessato dal predetto coglioncino in erba allora?

Parliamoci chiaro: pensi che tuo figlio abbia problemi a scuola? Ma vai dal preside, cazzo. Non dai Carabinieri!

Poi avessero strappato le unghie a ‘sto bamboccio bullo… Ceffoni, altroché frasi sul quaderno!

Ai miei tempi, se i miei genitori avessero saputo che la maestra mi aveva punito, mi avrebbero dato il resto a casa! Ora invece cosa si fa? Si sporge denuncia! Ma io dico: non avete un cazzo da fare piuttosto che muovere la macchina della giustizia, per altro molto costosa, perché vostro figlio è un coglione (come voi probabilmente)?

Genitori di oggi: siete veramente senza speranza! Avete bisogno di un magistrato per colmare il vostro vuoto educativo. Non sapete o non volete prendervi cura dei vostri figli, è questa la triste verità!

Brusells spinge per ampliare i poteri della BCE


Guido Grossi 99%

Articolo del Financial Times: Brussels pushes for wide ECB powers – FT.com.

Intanto, partiamo da una considerazione sul modo con cui si formano le leggi nell’Unione Europea.

Poche settimane fa il Parlamento Europeo, unico organo dell’Unione eletto direttamente dai cittadini, ha proposto alla Commissione di rivedere i poteri della BCE, per rafforzare la sua missione di prestatrice di ultima istanza. Una banca centrale che si rispetti dovrebbe assolutamente avere queste competenze. Lo fa la FED in America, lo fa la Boj in Giappone, lo fa Boe in GB e, guarda caso, quei paesi riescono tranquillamente a finanziare il loro debito pubblico a tassi bassissimi.

Ma la Commissione Europea non ha concesso al Parlamento il permesso di discutere la riforma. Stupiti? ebbene si: il Parlamento non ha il diritto di discutere una nuova legge (salvo alcune materie marginali) se non viene concesso dalla Commissione. La Commissione, ricordiamo, è un organo i cui membri sono nominati dai governi nazionali, salvo il Presidente, nominato dal Parlamento.

Invece di dare corso alla proposta intelligente del Parlamento, la Commissione lavora su un altro progetto, quello descritto nell’articolo del FT: rafforzare il potere centrale della BCE sul controllo del sistema bancario europeo. Questa sua proposta, per diventare legge, avrà bisogno dell’approvazione… del Parlamento.. viene da pensare. Ebbene no. L’approvazione viene dai capi di governo dei paesi membri.

Le leggi nell’Unione Europea le fa l’esecutivo, senza che il Parlamento possa intervenire. Strano, no?
E pensiamo bene che con le “cessioni” di sovranità fatte in maniera non trasparente e sostanzialmente illegittima dai nostri rappresentanti.. le leggi dell’Unione sono poste al di sopra delle leggi nazionali. Persino delle norme della nostra Costituzione della Repubblica.

Le norme emanate dall’esecutivo europeo prevalgono sulla nostra Costituzione !

Ma entriamo ora nel merito. La funzione di controllo ed il potere di salvataggio e ristrutturazione di una banca è importante. Questa competenza viene trasferita, secondo la proposta della Commissione, interamente alla BCE (mentre qualcuno auspica un intervento persino del FMI..ma che centra??). Ora, salvare una banca è importante, perché la banca contiene i risparmi dei cittadini, che vanno giustamente salvaguardati. Inoltre la banca svolge la funzione di finanziare l’economia reale.

Ma, se una banca perde i suoi soldi perché sbaglia sistematicamente investimenti; se troppi di questi investimenti vengono fatti sui mercati finanziari, rischiosi, oscuri persino per la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori (parlo per esperienza personale) anziché nell’economia reale; ci vogliamo domandare perché deve essere salvata. Salvata con fondi pubblici ?

L’esperienza insegna che neppure i manager vengono sostituiti, in queste occasioni. Al massimo vengono spostati in un’altra banca ..

Se la BCE vuole fare qualcosa di buono, dovrebbe lasciar fallire le banche che non sono state capaci di fare un buon lavoro. Usare il fondi di garanzia per risarcire i depositanti. Usare moneta creata ad hoc da lei stessa per coprire l’eventuale ammanco. In fondo, l’ammanco è una distruzione di base monetaria. immetterne di fresca servirebbe solo a ripristinare un sano equilibrio. Servirebbe anche a far emergere quelle istituzioni che lavorano meglio.. che non commettono errori quando decidono come investire i soldi dei depositanti.

Ma non ci pensano proprio a fare una cosa del genere. Non è l’interesse pubblico che hanno a cuore.

Anche nel campo del credito commerciale, i regolamenti approvati dalla BCE, anziché salvaguardare il sistema, hanno spinto le banche ad abbassare la guardia e la professionalità delle persone addette alla valutazione del merito creditizio. NOn è un caso che tanti prestiti risultano fatti alle aziende o alle persone sbagliate. Una volta quello che contava era la conoscenza personale. La banca prestava soldi alle aziende perché le conosceva personalmente in maniera approfondita. Una conoscenza basata sulle persone. I nuovi metodi si basano sulla presunta scientificità di modelli matematico/statistici. Si buttano un po’ di dati nel computer.. e si vede se una azienda o un privato cittadino è meritevole di ricevere un prestito. NON può funzionare. La realtà e troppo complessa per essere rappresentata – con sufficiente sicurezza scientifica – in un computer. La filosofia di questi sistemi si basa sulla constatazione che un certo numero di prestiti fatti ad aziende con certe caratteristiche non sarà restituito. Non è che si corre ai ripari. Si ripartisce il rischio. Si evita la concentrazione.. e si va avanti.

La filosofia di questi sitemi, in realtà, favorisce l’espansione del credito.. e chiude un occhio sui rischi.

Basta osservare quello che viene tollerato sui derivati e sui mercati finanziari. Scommessa allo stato puro. Anzi, peggio: siamo nel campo della truffa.

Eppure, gli stessi regolamenti rendono estremamente più conveniente per le banche investire sui mercati finanziari anziché nell’economia reale. Investire nei derivati richiede alle banche una disponibilità di capitale minore che non investire nell’economia reale !

Queste le scelte imposte dai nostri “regolatori”.

Allora, se le banche hanno perso la capacità di valutare correttamente il merito creditizio, e vengono stimolate a scommettere sui mercati finanziari piuttosto che nell’economia reale, domandiamoci perché devono essere salvate con enormi quantità di risorse pubbliche?

E perché dovrebbe essere proprio la BCE a decidere se farlo. La stessa che favorisce quei regolamenti che le spingono a sbagliare?

Vogliamo per cortesia mettere il naso dentro questa BCE e dentro questa Commissione e dentro i Governi per capire bene se queste persone stanno tutelando gli interessi dei cittadini europei, oppure se stanno facendo esclusivamente il gioco della speculazione, che è l’unica che ci guadagna dall’espansione non controllata del credito e dall’afflusso costante di risorse sui mercati finanziari ?

Non siamo in buone mani.

Invece di risolvere alla radice i problemi, fanno di tutto per alimentarli: ne traggono benefici personali. Perché il mondo della finanza è in grado di essere molto riconoscente nei confronti di chi asseconda i propri interessi.

La BCE ha già erogato 1000 miliardi di euro per sostenere questo sistema bancario privato, sapendo perfettamente che quelle risorse sarebbero finite sui mercati finanziari e non nell’economia reale.

Ora si vogliono stanziare 500 miliardi di euro direttamente per salvare le banche europee in difficoltà (cioè le banche che hanno sbagliato investimenti) dandone il potere alla BCE ed escludendo accuratamente ogni autorità nazionale.. coinvolgendo il FMI (controllato dagli USA..)

Con 100 miliardi si da un buon lavoro a 5 milioni di persone…

Ma non ci sono risorse per queste cose.. ci vogliono far credere

Questi signori che giocano con le nostre vite devono essere inchiodate alla responsabilità delle scelte scellerate che ci impongono (impongono dietro ricatto). Si nascondono dietro il paravento di una finta competenza tecnica: scelgono, politicamente, di mandarci in rovina, e lo fanno esclusivamente per incrementare le proprie ricchezze e il proprio potere.

Troppe persone per bene, colte, istruite, dotate di capacità critica, sperano ancora che questi “tecnici” ci salveranno.

A tanto è arrivata la manipolazione delle informazioni.

Svegliamoci, incontriamoci, parliamone. Non siamo più cittadini sovrani, siamo sudditi. Abbiamo la responsabilità di prendere coscienza del nostro stato di sudditanza e di ribellarci.

Prima che sia troppo tardi.
di Guido Grossi

Come non condividere, anche se non “in toto”, la parte sulle continue e scellerate scommesse finanziarie fatte continuamente sulla nostra pelle e incentivate dall’establishment europeo? Non ne capisco sinceramente il senso.

Eppure, con un po’ di buon senso, basterebbe così poco per ripristinare la cara vecchia separazione tra banche commerciali e banche d’investimento…

Citando un odiato e chiacchierato uomo politoco: “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”!

La storia si ripete: dietro il boom economico in Cina e Brasile c’è il boom del credito…


La storia si Guido Grossiripete: dietro il boom economico in Cina e Brasile c’è il boom del credito…

facile previsione: entro tre-cinque anni andranno in malora; il sistema finanziario andrà in crisi.. e i cittadini saranno chiamati a salvarlo.. diventando prigionieri del loro debito

Eppure la storia di Pinocchio e Lucignolo era così chiara. Se abbocchiamo alla favola bella di chi spera di ricavar zecchini piantandoli nell’orto.. o si lascia abbagliare dalle lusinghe del paese dei balocchi, dove tutti diventano ricchi ed è sempre festa.. prima o poi ci risvegliamo con le orecchie d’asino.. e ci portano al mercato degli schiavi.

La funzione del Credito – come ci ricorda la nostra disattesa Costituzione – è una funzione troppo delicata e sensibile per poter essere lasciata nelle mani dei mercati… e se non lo capiamo.. ci meritiamo di diventare merci.

In Europa non lo abbiamo proprio capito. Anzi, stiamo facendo la più grossa fesseria che si possa immaginare, andando ad impelagarci verso un sistema le cui istituzioni ruotano sempre più attorno ai bisogni – illegittimi – della finanza, e sempre meno a quelli dei cittadini. Integrazione bancaria, eurobond, fiscal compact, Mes.. presentate come soluzioni dei nostri problemi.. sono l’anticamera della schiavitù.

Chissà se riusciremo a capirlo ed a pretendere un drastico cambio di rotta.. e di classe dirigente.. oppure se sarà necessario un bagno di sangue, prima che i popoli tornino a riappropriarsi dei propri destini

Un grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno negato gli insegnamenti della storia, compensandoli con un sistema mediatico gestito in nome e per conto del gatto e della volpe.

Articolo di Guido Grossi

Future of banking: Fragile giants key to western hopes – FT.com.

Debito pubblico e crescita economica: una relazione tutta da verificare


Andrea F Presbitero

Andrea F Presbitero
Assistant Professor, Department of Economics, Università Politecnica delle Marche

È stato recentemente pubblicato su VoxEu.org un rilevante articolo del professore Andrea Presbitero (docente di Politica Economica della Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche) con il professor Ugo Panizza (direttore dell’unità di ricerca sul debito e la finanza dell’UNCTAD e docente di Econometria ed economia dello sviluppo al Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra), dal titolo “Il debito pubblico interagisce negativamente con la crescita economica?”.

L’importanza del contributo dei due studiosi risiede nell’analisi che essi conducono dei dati della crisi attuale per verificare se esista o no un nesso di causa/effetto tra debito pubblico e crescita economica in un campione di paesi industrializzati.
Verificare se elevati livelli di debito pubblico generino un effetto negativo sulla crescita economica è una questione di politica economica particolarmente rilevante. Ora, una risposta affermativa implicherebbe che, sebbene efficaci nel breve periodo, politiche fiscali espansive che fanno aumentare il rapporto debito/Pil potrebbero rallentare la crescita di lungo periodo, annullando parzialmente o completamente l’effetto positivo dello stimolo fiscale.
La maggior parte dei policy-makers sembra ritenere che il debito riduca la crescita economica. Si tratta di un’opinione in linea con i risultati di una fiorente letteratura empirica che mostra l’esistenza di una correlazione negativa tra debito pubblico e crescita economica. Tuttavia, correlazione non implica causalità. Il legame tra debito e crescita potrebbe scaturire dal fatto che è la ridotta crescita economica a generare elevati livelli di debito pubblico.

In un recente studio, basato su un campione di paesi Ocse, applicando tecniche econometriche che permettono di verificare se esista o no un nesso di causalità tra debito e crescita economica, risulta che non c’è alcuna evidenza statistica a sostegno dell’ipotesi che un elevato debito pubblico possa nuocere alla futura crescita delle economie avanzate. Pertanto, i professori Presbitero e Panizza mettono in guardia dall’usare la relazione tra debito e crescita come uno degli argomenti a favore del consolidamento fiscale.
In sintesi, l’interpretazione dell’evidenza empirica sulla relazione tra debito pubblico e crescita nelle economie avanzate può essere così sintetizzata:

1) molti studi mostrano come il debito sia negativamente correlato con la crescita economica;

2) nessun lavoro dimostra in maniera incontrovertibile che il debito genera un effetto causale sulla crescita;

3) lo studio suggerisce che il nesso di causalità non esiste.
Benché certi della solidità dei loro risultati, i due ricercatori sono consapevoli del fatto che possono apparire controversi. Tuttavia, i primi due punti rimangono indiscutibili. Pertanto, che il debito pubblico abbia un effetto causale negativo sulla crescita economica rimane un fatto ancora da dimostrare.

Da una rilevante ricerca del professor Andrea F. Presbitero con Ugo Panizza